
Il palazzetto di San Marco sarà adibito integralmente a centro vaccinale dal giorno 11 agosto fino al 31 ottobre. Una ordinanza del Comune di Perugia a firma del suo sindaco distoglie l’impianto sportivo dalle sue funzioni fondamentali per destinarlo al contrasto della pandemia. Ancora una volta le poche infrastrutture dedicate allo sport devono sopperire ad emergenze di qualsiasi tipo. Da luogo di raduno per gli sfollati in caso di calamità naturali, a dormitorio per i disagiati, ed ora anche l’emergenza sanitaria. La School Volley Perugia apprende con amarezza questa improvvisa decisione del sindaco del capoluogo regionale Andrea Romizi e dell’assessore allo sport Clara Pastorelli. Nel recente passato proprio il palazzetto di San Marco aveva consentito di sopperire alla defezione di altre palestre scolastiche a causa del parere negativo dei presidi. Non solo, da sempre la struttura è anche il luogo dove la società giallonera svolge la sua attività in modo preminente. Il presidente del sodalizio Dario Mandò esprime preoccupazione sul prossimo futuro: «Non ci è stato dato alcun preavviso, né al gestore dell’impianto che è la Grifo Volley e né a noi della School Volley quali utilizzatori principali; dalla prima comunicazione all’ordinanza sono trascorse meno di ventiquattro ore. Tutto ciò nonostante i dati a disposizione prevedano che entro il 25 settembre sia immunizzato oltre l’80% della popolazione vaccinabile. Avevamo programmato l’inizio della stagione per il 23 agosto, ora siamo senza palazzetto ed il Comune di Perugia non ci ha offerto alcuna altra possibilità concreta, addirittura l’amministrazione non risponde alle nostre sollecitazioni che chiedono una alternativa per gli oltre 150 atleti che gravitano a San Marco. Noi al palazzetto utilizziamo 25 ore settimanali per le nostre squadre e nel fine settimana giochiamo mediamente cinque o sei partite casalinghe in quel palasport. Adesso praticamente ci dobbiamo fermare per due mesi, se bisogna dar credito a quanto scritto nell’ordinanza. Durante il periodo più brutto della pandemia eravamo riusciti ad organizzarci per dare seguito in maniera controllata all’attività, siamo stati tra le poche società che hanno proseguito l’attività. Il blocco rischia di compromettere l’intera stagione agonistica di una società che si è distinta sin dalla nascita nel panorama umbro per meriti sportivi. Senza voler fare accenno alcuno all’ingente danno economico, perché è a rischio l’avviamento allo sport dei nuovi gruppi, continueremo a pretendere dagli uffici competenti delle alternative per i nostri tesserati».
