Le parole dei campioni continentali di Perugia

Ricci-Piccinelli-Giannelli
Fabio Ricci, Alessandro Piccinelli e Simone Giannelli con la divisa della nazionale italiana

È ripresa, con una seduta di buon’ora in sala pesi, una nuova settimana di preparazione atletica della Sir Safety Conad Perugia. Ancora tanto lavoro al palasport di Pian di Massiano, che si interromperà mercoledì sera perché poi la squadra volerà in Polonia per partecipare a Poznan nel fine settimana alla sedicesima edizione del Memorial Arkadiusz Golas, quadrangolare di respiro internazionale molto importante per Nikola Grbic per proseguire nella ricerca della migliore condizione tecnico-tattica in vista dell’inizio della Superlega. Oggi è il giorno delle celebrazioni azzurre perché l’impresa dell’Italia del c.t. Ferdinando De Giorgi, che ieri sera si è laureata campione d’Europa, è di quelle da raccontare. Emozioni splendide, uniche, figlie di una squadra giovanissima che ha saputo stupire tutto il Vecchio Continente e che ha saputo giocare meglio di tutti a pallavolo. Il libero Alessandro Piccinelli dice emozionato: «È tutto bellissimo, oltre le aspettative, non ci credo ancora e non ho tante parole. Siamo stati eccezionali a rimanere attaccati alla partita che sapevamo sarebbe stata molto diversa da quella del girone. Siamo stati sempre lì con la testa, lucidi e con la voglia di prenderci l’oro. Ieri in finale ho avuto anche l’occasione per fare l’esordio, meglio di così è difficile da immaginare. A livello personale questo oro è una soddisfazione eccezionale, sono stato catapultato in questo grande gruppo a ridosso dell’Europeo, è stato davvero bello far parte di questa squadra, ci siamo integrati benissimo e credo che proprio la forza del gruppo sia stata determinante. Un pensiero lo dedico anche a Filippo Federici, il cui infortunio lo ha costretto al forfeit alla vigilia del torneo. Lo sport a volte è così, gli faccio un grande in bocca al lupo». Il centrale Fabio Ricci si esprime in maniera eloquente: «Oggi è una figata. Penso che ancora non ce ne siamo resi conto di cosa abbiamo fatto, un po’ perché tutto da ieri sera è stato frenetico e un po’ perché forse nessuno se l’aspettava alla vigilia. Quando siamo partiti non avevamo questo obiettivo, però la vittoria tre a zero con la Slovenia nel girone mi ha fatto capire che potevamo giocare bene e vincere anche contro le grandi. Poi una gara alla volta siamo arrivati a giocarci l’oro ed in finale, una partita tostissima e probabilmente non la nostra migliore di questo Europeo, abbiamo messo in pratica quello che ci aveva chiesto l’allenatore, cioè di essere concreti. A livello personale essere parte di questo gruppo e raggiungere questo grande obiettivo è bello e gratificante, mi ripaga dei sacrifici di tutto l’anno e di questa estate. Sono partito con i collegiali ad inizio giugno e chiudere con questa ciliegina è stupendo. In finale mi sono fatto trovare pronto quando c’è stato bisogno, così come hanno saputo fare tutti i miei compagni, sia in precedenza nel torneo e sia ieri sera. Il primo tempo alla fine del tie-break, dritto per dritto in posto sei. Ma a Giannelli non l’ho chiamata quella palla». Il capitano azzurro e mvp del torneo continentale Simone Giannelli sentenzia: «Incredibile è la prima parola che mi viene in mente, abbiamo fatto qualcosa di stupendo. Eravamo partiti con un gruppo tutto nuovo, giovane e con qualità, per costruire qualcosa. Da qui a vincere l’oro sinceramente all’inizio non lo pensavo, però avevamo l’obiettivo di migliorare gara dopo gara, lo abbiamo fatto, abbiamo giocato veramente bene e credo rappresentato al meglio l’Italia. Abbiamo saputo creare un gruppo nel quale fin da subito tutti hanno avuto la giusta mentalità, tutti si sono dedicati al 100% alla squadra e tutti hanno trasmesso la loro voglia al compagno. Questo ci ha portato ad avere un’intensità sempre alta, ci siamo divertiti a stare in campo e nessuno ha mai mollato un centimetro. Credo che in finale questo si sia visto, siamo andati in difficoltà, sembrava quasi finita, ma poi l’abbiamo ribaltata. Il premio individuale fa piacere, ma quello per cui gioco e quello che mi interessa sono la medaglia al collo e il trofeo che abbiamo alzato tutti insieme. Invece essere capitano è stata una bella responsabilità ed un grande orgoglio. I miei compagni mi hanno dato fiducia in questo ruolo e li ringrazio davvero per questo, abbiamo creato un equilibrio che ci ha permesso di rendere tutti al massimo. Nel finale a Ricci era carico come una mina, meritava che gli alzassi la palla e sapevo che l’avrebbe messa giù. Anche se nel palazzetto c’era un rumore pazzesco, io credo che me l’abbia chiamata». Non lo sapremo mai chi ha detto la verità. Ma che importa. L’Italia è campione d’Europa!
(fonte Sir Safety Umbria Volley Perugia)