Antonio Bartoccini: «Voglio una Perugia con più coraggio»

Bartoccini Antonio
Antonio Bartoccini (foto Maurizio Lollini)

Una squadra di palla alta, è questa la fotografia che emerge dopo sette giornate di campionato per la Bartoccini Fortinfissi Perugia. Spulciando le statistiche della serie A1 femminile si nota che i numeri migliori le magliette nere li esprimono con le giocatrici di banda. Dietro la fenomenale ed imprendibile Egonu che ha già preso il largo nella classifica delle migliorri realizzatrici con una media di 5,68 punti ogni set, troviamo in decima posizione l’opposta Valentina Diouf con una media di 4,54 e in tredicesima la schiacciatrice Anastasia Guerra con 4,38 colpi vincenti per ogni frazione nella quale è stata in campo; al cinquantesimo posto Helena Havelkova con 2,56 seguita da Giulia Melli con 2,53. In battuta sono le stesse quattro atlete ad essere le più incisive, anche se con ordine differente. A muro si è distinta la centrale Laura Melandri che ha messo 16 palle a terra e occupa la quattordicesima posizione con 0,64 colpi vincenti per ogni parziale. Nel fondamentale di ricezione la più efficace è la libero Imma Sirressi che occupa l’ottava piazza con una media di 57,26% di interventi perfetti. Si mostra sereno il presidente Antonio Bartoccini che dopo il successo di Trento ha detto: «Era ora, dopo la gara buttata via con Bergamo serviva una reazione. Una partita ben giocata dalle nostre atlete, con determinazione ed aggressività. Secondo me dobbimo rischiare più in attacco, domenica si è visto che osare in fase offensiva paga, bisogna assumere dei rischi, d’altronde per vincere ci vuole coraggio. Ho visto progressi in difesa dove siamo cresciuti, recuperiamo più palloni e in questa maniera riusciamo a dare maggior fiducia alla squadra. Al momento possiamo recriminare i punti persi con Bergamo e in parte con Chieri, con tre punti in più eravamo messi molto bene in classifica. Ora abbiamo alcune partite difficili ed altre che sono abbordabili, ma l’atteggiamento che dobbiamo conservare è quello di provarci contro tutte».