
Le finali sono partite che si disputano in gara unica, momenti nei quali non c’è spazio per le pause, e in questo la Sir Safety Conad Perugia si è dimostrata più pronta, riuscendo a trionfare al termine di una battaglia senza esclusione di colpi. Il ‘rodaggio’ fatto sino ad oggi è stato lungo e probante, consentendo ai block-devils di affrontare i momenti difficili con l’atteggiamento ideale, senza mai mollare, trovando le contromisure giuste ai temibili rivali. La formazione del presidente Sirci conquista così il terzo trofeo della sua storia, una coccarda tricolore che costituisce la prima soddisfazione dell’anno dopo tanti sacrifici, non ultimi quelli economici. Non ha recitato la parte di vittima sacrificale la Itas Trentino, tutt’altro, ha dimostrato di meritare la finale e di avere ancora molto da dire in questa stagione. Un epilogo che ancora mancava nel già lungo archivio della pallavolo italiana che mai prima d’ora aveva messo di fronte le due antagoniste in una sfida che vale un titolo. Il successo è figlio di un gruppo che ha espresso un gran rendimento, stringendo i denti ed attendendo il suo momento per colpire, con un Wilfredo Leòn (mvp del torneo) che ha ribadito il perché è ritenuto il miglior giocatore del mondo. Il temibile Lavia ed il devastante Michieletto non sono bastati ai dolomitici per mettere i bastoni tra le ruote dei ragazzi di coach Grbic, al suo primo trionfo italiano in panchina. Una prova di carattere quella dei trentini, ma circoscritta al solo terzo set, quello più equilibrato. Per il resto i perugini non hanno più fatto ragionare gli avversari, conquistando sempre ricchi break iniziali che hanno difeso fino in fondo, con un’attenta tenuta a muro e con una difesa da applausi. I settentrionali sono apparsi ben altra squadra rispetto a quella vista in semifinale, in affanno in ricezione, buona qualità in attacco, temibili al servizio e a muro, ma contro una Sir di questo livello era davvero impossibile riuscire a spuntarla. Obiettivo raggiunto dunque per Perugia che vince la coppa Italia ed aumenta l’autostima per il gran finale, campionato e champions league, dove vuole essere protagonista. I perugini non lasciano scampo agli avversari che vanno in crisi sulle battute di Anderson e Rychlicki e sui muri di Solé e Mengozzi, impazzendo dietro alla regia di un illuminato Gianelli e spazientendosi sulle difese calamitate di Colaci, l’attacco di Leòn stabiliscono chi è la squadra del momento, quella che insegue la tripletta di maggior valore.
SIR SAFETY CONAD PERUGIA – ITAS TRENTINO = 3-1
(25-17, 25-17, 23-25, 25-23)
PERUGIA: Leòn 23, Rychlicki 21, Anderson 12, Mengozzi 11, Solé 5, Giannelli 6, Colaci (L1), Plotnytskyi, Travica, Piccinelli (L2). N.E. – Ricci, Russo, Ter Horst, Dardzans. All. Nikola Grbic ed Antonio Valentini.
TRENTO: Michieletto 19, Kaziyski 16, Lavia 9, Lisinac 5, Podrascanin 8, Sbertoli 2, Zenger (L1), Sperotto. N.E. – Cavuto, Pinali, D’Heer, Albergati, De Angelis (L2). All. Angelo Lorenzetti e Francesco Petrella.
Note – Spettatori 4’800.
Durata dei set: 22’, 23’, 26’, 25’.
Arbitri – Andrea Puecher (PD) e Stefano Cesare (RM).
SIR (b.s. 16, v. 8, muri 13, errori 7).
ITAS (b.s. 13, v. 5, muri 10, errori 7).
