Gino Sirci: «Dobbiamo capire di chi sono le colpe»

Sirci Gino
Gino Sirci

Eterna seconda, questo è il dato ineluttabile che emerge dall’ennesima finale del campionato italiano. La storia si ripete, con frequenza disarmante, e la Sir Safety Conad Perugia è costretta ad ingoiare un altro rospo. A parte il 2018, anno della tripletta che costituisce l’eccezione alla regola, la regola resta la sconfitta. Bisogna fare un mea culpa ancor più grande stavolta, i bianconeri hanno gettato al vento troppe occasioni nel finale di una stagione che non è completamente fallimentare solo perché almeno la coppa Italia è finita in bacheca. Queste le parole a caldo dell’allenatore Nikola Grbic: «Il più grosso rammarico è gara-uno che era da vincere in casa. Nell’ultima partita ci siamo ingarbugliati quando Rychlicki ha preso due muri a uno nel primo set ed ancora in questa rotazione in P1, anche in situazioni semplici. Chiaramente loro hanno giocato molto bene, altrettanto chiaramente noi nell’ultimo mese non siamo riusciti ad esprimere il gioco espresso fino ad un mese fa. Dovremo riguardare tutto, fare una bella disamina, tirare una riga per imparare, capire perché e dove abbiamo sbagliato per migliorare noi stessi. In questo momento c’è grande amarezza. Perdere con Civitanova Marche, Modena o Trento ci sta, hanno anche loro grandi campioni. Mi dispiace che noi non siamo stati all’altezza, neanche vicino alle nostre migliori prestazioni. Ed il perché adesso non lo so». Appare sconsolato il tecnico serbo, le sue parole evidenziano quanto sia stata strana ed inconcepibile la stagione agonistica. Nell’ambiente dei block-devils in questo momento c’è aria di tempesta, il presidente Gino Sirci avrà tempo di riflettere: «Dobbiamo capire di chi sono le responsabilità e le cause di questo peggioramento nel momento topico della stagione per dare un futuro migliore a questa società. Civitanova Marche si è dimostrata superiore a noi ed ha vinto meritatamente lo scudetto, noi andiamo avanti sperando di rifarci. Avere una panchina lunga serve per allenarsi ad alti livelli, ma direi che serve anche in partita. Se i titolari avessero assaggiato un po’ di panchina, avrebbero potuto forse rigenerarsi, oppure recuperare un po’ di mordente, ma ormai è inutile pensarci. La società dovrà riflettere profondamente, Perugia resta una piazza da pallavolo esigente e pronta a riprendere a sperare nella prossima stagione. Grazie ai Sirmaniaci per i loro striscioni, simpatici, attenti ed irriverenti. Quello che diceva ‘nei giorni belli e nei giorni tristi, non si molla mai’ mi è piaciuto». Tempo di saluti per lo schiacciatore statunitense Matthew Anderson: «Con l’avanzare dell’età e dell’esperienza, mi rendo conto che le opportunità di competere per il titolo di campione sono poche e lontane tra loro. Abbiamo lottato per il titolo e non siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo, dal punto di vista atletico, ma non da quello personale. Abbiamo coltivato amicizie e sono grato per la possibilità di giocare al fianco di veri campioni dentro e fuori dal campo. Mi dispiace non avere la possibilità di vendicare questa sconfitta nella prossima stagione con Perugia, ma sono ancora una volta grato per l’opportunità che la società, lo staff, i miei compagni di squadra e naturalmente i Sirmaniaci mi hanno concesso».