
La storia infinita dei duelli tra le squadre della superlega maschile più vincenti degli ultimi sei anni è tornata a sorridere alla Sir Safety Susa Perugia. Vittoria di carattere quella dei bianconeri che hanno razziato il campo della nemica Civitanova Marche non senza fatica, ma senza dubbio con autorità. La vetta della classifica è sempre più solida dopo questa iniezione di fiducia ed ora ci si proietta alla finale di supercoppa italiana con grande fiducia. Contento della vittoria il centrale Roberto Russo: «Il primo set lo abbiamo giocato sottotono, dal secondo è iniziata una partita differente, anche per merito di chi è entrato dalla panchina. Il segnale è positivo perché significa che la squadra c’è. Il prossimo appuntamento è la supercoppa italiana, siamo pronti e battaglieremo sul campo». Il pensiero del libero Massimo Colaci: «All’inizio abbiamo sofferto tanto a partire da alcune situazioni di ricezione, secondo me perché non avevamo l’energia giusta in un campo difficile. Abbiamo vinto degli scambi importanti ma non eravamo così concreti. Poi siamo cresciuti, sono stati importanti gli ingressi di Piccinelli ed Herrera. Credo che alla fine abbiamo meritato la vittoria mettendo in campo un alto livello di gioco, migliore del loro. Andiamo alla supercoppa per provare a vincerla, la semifinale sarà durissima. Possiamo fare molto meglio di quanto fatto vedere giovedì, di sicuro ce la giocheremo». Non si è esaltato per il risultato il tecnico Andrea Anastasi: «È stata una partita giocata dai nove metri, loro sono stati bravissimi sbagliando poco e rimanendo efficaci. Noi poi siamo stati più bravi in attacco. Bisogna essere positivi ma senza montarci la testa per una vittoria, per quanto difficile. La cosa che mi piaciuta di più sono gli ingressi in campo di Herrera e Piccinelli. Torniamo a casa con serenità, pronti a giocare la prossima sfida, ci proiettiamo dunque sulla supercoppa italiana. Trento è una squadra forte, ci sono tanti campioni al di là della rete, sarà una partita meravigliosa da giocare, voglio godermela contro una rivale così forte».
