
La supercoppa italiana si tinge nuovamente di bianconero, è la quarta volta nelle ultime sei edizioni. La Sir Safety Susa Perugia torna a battere la sua acerrima rivale nella prima competizione della stagione e mette in bacheca un trofeo che magari non vale troppo, ma che può dare slancio al lavoro in palestra. Dopo le ultime delusioni contro la Lube Cucine Civitanova arriva una tonificante affermazione che rinfresca le buone abitudini. Si torna a festeggiare contri i marchigiani, un dato statistico di poco rilievo a livello tecnico ma di importanza capitale a livello psicologico. Un successo ottenuto senza esprimere un gran gioco e con diversi elementi sottotono, forse per la stanchezza accumulata in semifinale. La super-sfida è vinta con Giannelli che insiste sul maestoso capitano Leòn che alla fine timbra la bellezza di ventuno punti (e fa temere il peggio al tie-break). I marchigiani pagano una discontinuità degli uomini di punta sulla banda ed una difesa che non riesce a raccogliere molto. Perugia torna a comandare… sul podio si canta e si balla per un trionfo che si spera possa sciogliere la macchina da guerra del presidente Sirci. Inizio superbo degli umbri che murano tutto (0-4). De Cecco si rifugia in Garcia Fernandez (dieci punti in apertura) che fa vedere qualche colpo di classe (5-9). È al servizio però che i cucinieri riescono a trovare fiducia ribaltando la situazione (14-13). L’inerzia cambia radicalmente ed affiorano sbavature tra i perugini che fanno perdere contatto (18-13). Plotnystkyi rileva un Semeniuk in difficoltà, ma le distanze sono ampie e il primo set è chiuso da un errore in battuta di Leòn. Invertiti i campi sono ancora gli uomini in bianconero a prendere l’iniziativa (3-7). Leòn cresce ed il turno di battuta di Russo allunga il differenziale (5-11). Semeniuk fatica ancora ad entrare in partita, Giannelli lo coinvolge quanto più possibile in un momento favorevole (11-17). Gli adriatici provano la carta Yant che si fa subito rispettare in attacco (19-21). Il finale è gestito lucidamente ed è la parità. Nella terza frazione parte sempre bene la Sir ma qualche incertezza la fa scavalcare (10-9). Rychlicki cala e lo sostituisce Herrera, dentro anche Solé per Resende Gualberto, ma la scossa la dà l’ingresso di Nikolov che pesca due ace (18-15). A rimettere in asse il punteggio ci pensa Leòn che ripaga con la stessa moneta dai nove metri (19-19). Arrivo in volata con i colpi da fondo campo che sono risolutivi, Plotnystkyi sbaglia, Bottolo fa ace e guadagna il due a uno. Quarto periodo tragico in partenza (5-0). Anastasi scuote i suoi che si rimboccano le maniche ed attendono le occasioni giuste per rimontare sfruttando il calo altrui (10-11). Si procede ad elastico con equilibrio sostanziale (19-19). Plotnytskyi e Rychlicki ritrovano efficacia e rimandano il verdetto. Al tie-break la Sir va in progressione ma sul 6-12 Leòn scivola ricadendo da un salto e fa scorrere i brividi al palazzetto rimanendo a terra. Il gioco si ferma per cinque minuti e poi riprende col capitano in panchina. Il punto della vittoria arriva su errore civitanovese.
LUBE CUCINE CIVITANOVA – SIR SAFETY SUSA PERUGIA = 2-3
(25-20, 22-25, 25-23, 22-25, 8-15)
CIVITANOVA MARCHE: Garcia Fernandez 21, Bottolo 16, Nikolov 4, Diamantini 3, De Cecco 3, Chinenyeze 2, Balaso (L1), Yant 18, Zaytsev 1, Anzani, D’Amico, Gottardo. N.E. – Sottile, Ambrose (L2). All. Gianlorenzo Blengini e Romano Giannini.
PERUGIA: Leòn 21, Rychlicki 11, Resende 8, Russo 8, Semeniuk 6, Giannelli 6, Colaci (L1), Plotnytskyi 11, Herrera, Solé, Ropret. N.E. – Mengozzi, Cardenas, Piccinelli (L2). All. Andrea Anastasi ed Antonio Valentini.
Arbitri: Umberto Zanussi (TV) e Stefano Cesare (RM).
LUBE (b.s. 20, v. 7, muri 9, errori 14).
SIR (b.s. 21, v. 2, muri 9, errori 9).
