Anastasia Guerra: «Peccato non giocare più a Perugia»

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Anastasia Guerra

Dare l’addio ad un campionato è sempre triste, specie se si tratta di un saluto definitivo alla massima categoria. La Bartoccini Fortinfissi Perugia dopo quattro anni di serie A1 femminile è retrocessa ed ora dovrà pensare a quali obiettivi darsi per la prossima stagione. Ha fornito le sue considerazioni la capitana e schiacciatrice Anastasia Guerra: «Gli ultimi giorni non sono stati piacevoli, devo dire sinceramente che qualche ora di sonno l’ho persa. Ognuno vive la situazione a modo suo ma io avevo investito in questo club rimanendo per la seconda stagione e l’amarezza è tanta. Se ci basiamo sulla posizione in classifica oggettivamente ci siamo giocati tutto nelle ultime due giornate, ma a mio parere i punti dovevano essere fatti prima, ognuno ha le sue responsabilità ed è chiaro che le occasioni le abbiamo perse ben prima, per la squadra che eravamo avremmo dovuto raccogliere molti più punti. Durante la stagione nelle gare delicate eravamo molto consce dell’importanza della partita che andavamo ad affrontare, poi subentrano vari fattori e forse è mancata l’esperienza, forse la giovane età non ci ha favorito nella gestione della pressione. Quest’anno il gruppo era formato da atlete che hanno spinto dal primo all’ultimo allenamento. La partita a Pinerolo alla fine dei conti è stata decisiva, eravamo partite bene ma poi ci siamo spente, non so dire i motivi che sono più di uno. Probabilmente i cali che abbiamo avuto sono dovuti alla poca esperienza; le piemontesi sono cresciute e i loro tifosi si sono fatti sentire. Il rammarico resta, col senno di poi è facile fare l’analisi, di certo abbiamo sprecato delle occasioni ma se oggi fosse possibile tornerei ad inizio stagione per cambiare alcune cose. Per me non è stato un anno fortunato, il problema al ginocchio ad inizio anno mi ha tenuta ferma parecchio e poi mi ha portato ad una condizione fisica precaria. Io però ce l’ho messa tutta, spero che questo sia arrivato. Con la società sportiva c’è sempre stata grande comunicazione, c’è stato un confronto aperto ed io ho sempre espresso la mia opinione. Abbiamo cercato le soluzioni ai nostri problemi ma non siamo stati capaci di trovarle. Mi spiace che non potrò più giocare a Perugia, mi piacerebbe per il legame che si è instaurato con la città e con la gente, tanto della mia tristezza è legata a questo».