Andrea Anastasi: «Perugia piena di negatività»

Anastasi Andrea (spiega)
l’allenatore Andrea Anastasi

Gli incubi possono rappresentare una minaccia, sono sogni spaventosi, particolarmente stressanti, lasciano il soggetto in uno stato di angoscia e agitazione intensa, disturbandone il riposo. Sono accompagnati da sentimenti quali la paura, l’ansia, ma anche rabbia, tristezza e disgusto. Si contraddistinguono per la piena consapevolezza e per il vivido ricordo del contenuto dell’esperienza terrifica. Dopo un filotto record di trentatré vittorie su altrettante gare (con vittoria di supercoppa italiana e mondiale per club) che avevano fatto sognare, è letteralmente scoppiata la Sir Safety Susa Perugia che ha cominciato a manifestare i sintomi di un malore subdolo, l’insicurezza, che pian piano si è impossessato di tutto. Nel mese di aprile arrivano quattro sconfitte consecutive che gettano nella disperazione un club, una tifoseria, una intera regione. Ci ha messo la faccia il palleggiatore Simone Giannelli: «Una delusione enorme, forse la più grande della carriera per me. C’è poco da dire, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e fare un esame di coscienza. Tanto rammarico per le due partite perse a Milano, abbiamo perso con tante occasioni non sfruttate. Complimenti a Milano ma ognuno di noi deve interrogarsi e trovare le risposte per fare sì che non si ripetano queste cose. Avevamo cominciato bene ma dopo il primo set, nel terzo siamo andati avanti ma abbiamo sbagliato tre battute di fila e la pressione è passata da loro a noi. Nei momenti importanti la battuta è fondamentale, regalare dei punti così non è possibile a questi livelli. Abbiamo gestito male delle palle staccate, accumulare un deficit di quattro punti non è possibile a questi livelli. Milano è stata brava ma noi dovevamo svegliarci prima per vincere la partita». Il commento del tecnico Andrea Anastasi: «Ci siamo persi da un po’, siamo pieni di negatività, non abbiamo più le risorse mentali per essere vincenti, è un dato di fatto e lo abbiamo dimostrato anche stavolta. E questo è un nostro limite che negli ultimi venti giorni è emerso, avevamo recuperato dopo la coppa Italia ma poi ci siamo spenti in questo susseguirsi di partite, non abbiamo saputo gestire la sconfitta e la pressione. Questo limite purtroppo ci ha penalizzato e mi dispiace molto. C’è poco da spiegare, quando perdi vai a casa e basta». Un incubo può rivelarsi tremendo e spesso, dopo l’episodio, il soggetto può faticare a riaddormentarsi.