Gino Sirci: «La stagione non è fallimentare»

Sirci Gino (ospite)
Gino Sirci

Passare da stagione che poteva essere memorabile a stagione appena passabile è un attimo, non era mai accaduto prima che una squadra imbattuta si fermasse ai quarti di finale, per giunta senza motivazioni relative ad infortuni. La Sir Safety Susa Perugia ha voluto stupire tutti, ma stavolta in negativo, e così dopo la champions league, obiettivo dichiarato e prioritario, ha dovuto salutare anche i sogni dello scudetto tricolore. Può succedere nello sport, è successo. Il risultato è senza dubbio conseguenza del rendimento, ma ciò di cui i tifosi non si danno pace è l’atteggiamento dei giocatori in campo. Perdere perché l’avversaria si dimostra superiore tecnicamente ci può stare, perdere senza lottare no. Ecco giustificati i fischi a fine partita in direzione del collettivo bianconero, anche questo senza precedenti. Erano dieci anni che i block-devils non venivano eliminati ai quarti di finale, un esito inimmaginabile e a cui nessuno aveva pensato, per questo ancor più bruciante. La delusione è nelle parole del presidente Gino Sirci che ha dichiarato a caldo: «La squadra non aveva la voglia di giocare che aveva Milano, o non ne aveva i mezzi. O forse tutte e due le cose. I nostri avversari erano più preparati a questo evento, ci hanno creduto, hanno giocato meglio di noi. Hanno meritato di vincere. Si sono fatti preferire in tutti i fondamentali. La nostra difesa non è esistita. Non siamo stati all’altezza. Ci sono state delle fasi della gara in cui ho pensato di portare a casa la partita, ma in generale si è visto che non avevamo la testa giusta. Abbiamo sbagliato troppe battute. Non difendevamo. Milano è stata molto più concreta rispetto a noi. La nostra annata è da sei in pagella. Non è stata fallimentare. Abbiamo vinto la supercoppa italiana ed il mondiale per club. L’esperienza in Brasile con la vittoria del titolo iridato potrebbe aver creato il rallentamento di queste ultime settimane. Ci siamo riempiti un po’ troppo la pancia. Anastasi sarà il nostro allenatore fino al termine della stagione. Le scelte iniziali di gara-cinque le ho condivise. Come ho fatto fin dall’inizio. Con o senza Leòn, che ora è meno efficace in battuta, abbiamo perso ugualmente». Ora rimane una coda di stagione difficile da digerire, il play-off per il quinto posto che mette in palio la partecipazione alla challenge cup, poca cosa per una corazzata multinazionale, ma tant’è.