
Nella semifinale di champions league disputata nei giorni scorsi era inevitabilmente finito sotto i riflettori lo schiacciatore polacco Kamil Semeniuk che gioca a Perugia da questa stagione ed era avversario della sua ex squadra Kedzierzyn-Kozle. Il giocatore ha raccontato a Polsat Sport come si sente in Italia, cosa gli manca di più e ha rivelato che nella sua forma attuale. Perugia è il primo club straniero nella sua carriera: «Sto ancora conoscendo lo stile di vita italiano, la città, la cultura, ma devo ammettere che mi piace. È divertente. Inizialmente, io e la mia fidanzata avevamo paura di come sarebbe andata a finire, perché abbiamo trascorso tutta la nostra vita in Polonia, praticamente sempre a Kedzierzyn-Kozle, è stata una grande decisione di vita, siamo usciti fuori dalla zona di comfort, ma volevamo sapere come sarebbe stato. Ho scelto Perugia perché è una squadra titolata, una delle migliori al mondo, nonostante i risultati che abbiamo ottenuto di recente. Non mi pento di questa decisione e la rifarei». L’atleta ventiseienne ha aggiunto di non aver avuto grossi problemi ad adattarsi allo stile di gioco della sua squadra, così come agli allenamenti che sono diversi. Tuttavia, ha sottolineato che gli mancano alcuni elementi per cui il suo ex club è famoso. «La nostra squadra ha sicuramente uno stile completamente diverso da quello a cui ero abituato, Zaksa ha un gioco paziente, Perugia più energico e cerca di chiudere l’azione al primo tentativo. Questo penso che a volte ci porti nella direzione sbagliata, perdiamo la pazienza e perdiamo partite per questo. Ci sono diverse squadre nel campionato italiano che giocano in modo simile allo Zaksa, ad esempio la nostra prossima rivale Milano. Sanno anche giocare con pazienza quando la palla non è abbastanza comoda per chiuderla subito. Devo ammetterlo, sarebbe bello se imparassimo ad avere pazienza. E questo non è un problema. C’è solo bisogno di volerlo. Tutto inizia da come ti alleni, è così che giochi dopo, quindi, se non ci proviamo in allenamento, non accadrà certo un miracolo in campo. È basilare fornire la palla tra zona-due e zona-tre, in modo che il regista possa giocare qualsiasi tipo di pallone. Sono dettagli, ma fanno la differenza. Basta guardare gli ultimi incontri con Kedzierzyn-Kozle, loro sono eccellenti in questi dettagli». Semeniuk ha ammesso che in termini organizzativi, soprattutto quando si tratta dei più grandi eventi di pallavolo, gli italiani possono imparare molto dalla Polonia. Sotto questo aspetto il presidente Sirci è aperto all’apprendimento e all’osservazione di ciò che funziona meglio in altri club o paesi. «Ho la sensazione che gli italiani siano chiusi. Si considerano i migliori in ogni elemento, ma non lo sono. Non parlo solo dei club, basta guardare i vari grandi eventi. Quando gli italiani organizzano qualcosa, mi spiace dirlo ma non è di prim’ordine. Se dovessimo confrontare la finale della Vnl dello scorso anno in Italia e l’organizzazione dei Mondiali in Polonia, questi sono su due livelli diversi. Ecco perché sono molto contento che il nostro presidente non sia chiuso e voglia vedere come funziona in Polonia o in altri campionati. Spero che ne trarrà sempre più giovamento». A maggio, la finale di champions league sarà tutta polacca. «In finale, ovviamente, sosterrò lo Zaksa. Il mio cuore è sempre con loro. Peccato che Perugia non sia in finale, ma metà del cuore è comunque felice, perché Kedzierzyn-Zosle è presente per la terza volta consecutiva e in questa competizione».
