
A pochi giorni dall’inizio della preparazione al prossimo campionato di serie A3 maschile prevista per mercoledì 16 agosto, la Ermgroup San Giustino stila un bilancio dell’importante lavoro portato avanti in questi mesi con il direttore sportivo Valdemaro Gustinelli: «Abbiamo avuto la possibilità di muoverci in anticipo, grazie al fatto che alla fine di marzo la società mi aveva già dato un budget di massima sul quale lavorare. Tutto questo ha facilitato, e non poco, il mio lavoro, permettendomi di muovermi in autonomia senza dover per forza confrontarmi ogni volta con la proprietà. Alcune trattative sono state un po’ più complesse, ma in generale è stato un mercato lineare, d’accordo con lo staff tecnico; una volta stabiliti gli obiettivi, siamo andati dritti verso i nomi che cercavamo. Sugli obiettivi è difficile potersi sbilanciare in questo momento; possiamo però fare alcune considerazioni; la prima è che abbiamo fatto una scelta precisa, quella di inserire in rosa alcuni giocatori di appurata esperienza per la categoria, in maniera tale da alzare il nostro livello di competitività; la seconda, sempre in completa condivisione con lo staff tecnico, è stata quella di cambiare la diagonale palleggiatore-opposto. Non si tratta di una scommessa, sia Biffi che Marzolla vengono da due ottime stagioni e puntiamo molto sulla loro determinazione. Attorno, abbiamo sistemato alcuni elementi di provata esperienza e fiducia (Troiani, Skuodis e Stoppelli) e poi un manipolo di giovani di belle speranze che dovranno dare linfa continua al progetto. L’obiettivo è quello di diventare una società di alta classifica». Salvo Fano e Macerata, avversarie tutte nuove, oltre alla geografia del campionato, nel girone cambia qualcosa sul piano tecnico. «Innanzitutto, sarà un campionato che ci metterà a dura prova, dovremo crescere un po’ tutti, noi come società, lo staff tecnico e anche i ragazzi. Per tutti, o quasi, sarà la prima volta in cui dovremo affrontare trasferte da migliaia di chilometri e condizionarsi ogni domenica non sarà semplice. Ma io sono molto contento di questo. Vogliamo crescere e così si cresce in fretta. Dal punto di vista tecnico i fatti parlano chiaro, nella stagione scorsa, le due promosse sono uscite da questo girone, che notoriamente è composto da giocatori in grado di poter fare delle scelte puramente tecniche e non ambientali come accade nel girone bianco. Tradotto in altre parole, il livello tecnico è superiore. Direi senza ombra di dubbio che esistono cinque squadre di livello tecnico molto alto, con ambizioni ed aspettative, perlomeno in partenza, superiori alle nostre. Ciò non toglie che i cavalli di razza si vedono all’arrivo e che noi venderemo carissima la nostra pelle». Il rapporto di collaborazione con Arezzo e Perugia è da considerare il primo passo per il potenziamento di un settore giovanile. «Questo è un argomento di fronte al quale occorrerebbe un giorno intero per spiegare tutte le sfaccettature e quanto sia importante per il mio personale progetto dentro alla Pallavolo San Giustino. Una cosa è certa, come già ripetuto dal sottoscritto più e più volte, la pallavolo è dei giovani. Arezzo è una sorta di scrigno della pallavolo, mi sono profondamente innamorato di loro, del loro modo di lavorare e della cultura sportiva che hanno inculcato ai loro atleti. La collaborazione con loro è e sarà un valore aggiunto per noi, già quest’anno i frutti si vedono in maniera tangibile, perché Ricci è un nuovo giocatore. Non voglio anticipare altre situazioni che si sono verificate al contrario, cioè da San Giustino verso Arezzo, lo faranno loro, annunciando tutta una serie di operazioni di mercato che ci coinvolgono direttamente. Sulla School Volley Perugia c’è ben poco da dire, unica società in questi due anni capace di interrompere l’egemonia Sir nel settore giovanile maschile umbro, con circa cinquecento atleti tesserati tra maschile e femminile. Tutto ciò accade solo se sei estremamente preparato e professionale. Anche qui sono già state messe delle solide basi per essere subito attivi nella collaborazione. Noi, da queste due realtà, abbiamo solo da imparare ed è quello che faremo, offrendo ovviamente la possibilità di un obiettivo della serie A ai migliori atleti». Dallo scorso mese di gennaio Gustinelli fa parte dello staff e parla degli obiettivi. «Uno dei motivi principali per cui ho accettato di rientrare nel mondo del volley è proprio perché ho percepito sin dal primo momento di essere dentro una realtà che sta cercando di strutturarsi come una grande società. Il fatto di avere avuto la possibilità di gestire un budget prestabilito sin da marzo dimostra le capacità imprenditoriali e gestionali di Claudio Bigi, il nostro amministratore delegato è l’anima di tutto ciò e la società gode di un’organizzazione interna ben delineata. Non credo che esistano molte realtà in circolazione come la Pallavolo San Giustino. Naturalmente, per il meglio c’è sempre spazio ed è volontà della società quella di volersi migliorare, inserendo a mano a mano figure professionali che siano in grado di scaricare Bigi della gran parte del lavoro, ma soprattutto che consentano alla società quel salto di qualità che porterebbe contestualmente anche al raggiungimento di risultati sportivi. Il vero obiettivo della stagione è questo, strutturarci in maniera tale da poter puntare ad obbiettivi tecnici sempre più alti». L’altra grande sfida di stagione è quella di riempire gli spalti del palasport. «Le sfide sono tante. C’è sicuramente la sfida tecnica, vogliamo fare bene, abbiamo otto nuovi elementi e per creare un gioco, un’identità ben definita, il lavoro in preparazione risulterà importantissimo. Vorremmo vincere il più possibile ma soprattutto convincere il pubblico che ci viene a guardare e anche noi stessi e le nostre scelte fatte in questo periodo; vorremmo creare un nucleo di squadra stabile, in modo tale da non stravolgere ancora la prossima stagione. Il pubblico è ovvio che sia la madre di tutte le battaglie, inutile nascondere che non siamo per niente soddisfatti dell’andamento delle presenze della scorsa stagione e sono in atto diverse valutazioni per cercare di rendere il palasport di San Giustino una casa sempre più confortevole. Noi cercheremo con il gioco di convincere il maggior numero di appassionati sul fatto che venire al palazzetto per vedere lo spettacolo è un dovere e al tempo stesso metteremo in atto tutta una serie d’iniziative che coinvolgano nel momento gara anche altre realtà che non devono essere per forza legate al mondo del volley. L’Alta Valle del Tevere trasuda pallavolo ed è ora di ricreare un’identità ben definita attorno al club. Infine, ultima ma non meno importante, la sfida di portare il maggior numero di giovani dentro il roster della prima squadra, le collaborazioni con Arezzo e Perugia saranno propedeutiche a tutto ciò, sono strasicuro».
(fonte Pallavolo San Giustino)
