
Il successo di giovedì a Milano nella gara-quattro di semifinale dei play-off scudetto ha fatto arrivare all’epilogo del campionato la Sir Susa Vim Perugia. Gli uomini del presidente Sirci si sono garantiti una delle due poltrone per la serie che assegna il tricolore, risultato di grande prestigio in un campionato difficile ed equilibrato come quello italiano, arrivato dopo una lunga stagione e dopo due serie molto difficili contro Verona nei quarti ed appunto contro Milano in semifinale. Confermata la bontà del lavoro svolto dallo staff tecnico e dai giocatori e che riporta Perugia in champions league dopo una stagione di assenza. L’altra semifinale tra Trento e Monza si deciderà alla bella di domenica, e consentirà ai block-devils di godere di un giorno di riposo e recupero. Queste le parole dello schiacciatore ucraino Oleh Plotnytskyi: «Siamo stati bravi perché abbiamo giocato sempre insieme. Soprattutto nel momento difficile del primo set dove le cose non funzionavano il nostro cerchio di squadra è rimasto sempre compatto. Ognuno di noi ha portato un pezzettino per questa vittoria e parlo di tutti e quattordici i giocatori, non solo chi sta in campo perché durante i tempi ti arriva gente dalla Slovenia o da Cuba e ti dà una carica incredibile. Da domani dobbiamo lavorare, e tanto, per la finale». Il pensiero del regista Simone Giannelli: «Sono molto contento perché siamo in finale scudetto e perché il prossimo anno saremo di nuovo in champions league che quest’anno ci è mancata molto e che era un obiettivo. Si sono dette tante parole su di noi e su di loro, qualcuna vera qualcuna un po’ meno. Io dico che in queste gare ed in tutte quest’anno contro Milano non abbiamo mai mollato. Loro sono una grande squadra che gioca e molto bene, ma noi siamo una squadra che ha il cuore. Tante volte questa cosa è passata un po’ inosservata, ma è così e lo avrei detto anche se avessimo perso. Siamo stati lì ancora una volta tutti insieme dopo un primo set dove ci hanno fatto male con la battuta, siamo tornati palla dopo palla e sono orgoglioso della squadra e dei miei compagni perché abbiamo combattuto con la tecnica, con il cuore e con tutto quello che avevamo».
