
Non c’è dubbio che per vincere ci vogliono molte componenti diverse, ci vogliono dei fuoriclasse e ci vuole un gruppo ben amalgamato. Ma per fare sì che il gruppo renda al meglio ci vuole almeno un leader in mezzo al campo. Ha ricevuto il premio di miglior giocatore della finale il regista Simone Giannelli che ha espresso il suo pensiero: «Abbiamo finito bene la stagione, so quanto è difficile vincere il campionato e sono molto felice. È stata una stagione veramente bella, ringrazio i compagni con cui ho condiviso tanto, la società, i tifosi e chi ci ha supportato. Forse si è parlato poco del nostro gruppo. Nelle serie che abbiamo affrontato, erano sempre gli altri a essere un gran gruppo che non mollava mai. In realtà sapevamo di poter far bene. È facile dirlo quando hai vinto, ma anche se fossimo usciti sconfitti al tie-break avrei detto lo stesso, perché chi è subentrato ha cambiato l’inerzia della partita. Questo è sintomo di affiatamento e di una squadra che non ha mollato nei momenti difficili. Tutta la gente che cantava e che lo ha fatto per tutta la notte, bellissimo. Avevo firmato tre anni per Perugia e diciamo che questo era l’ultimo anno che potevo vincere. Forse dà ancora più gusto in questo modo. Sono contentissimo di averlo fatto, senza i miei compagni non sarebbe stato possibile nulla, sono stati speciali tutto l’anno. Dopo la sconfitta dell’anno scorso ai quarti di finale con Milano avevo detto che c’era da migliorare. Questo scudetto è collettivo di Perugia. Abbiamo resettato ogni volta dopo ogni vittoria, dopo un trofeo, e siamo andati avanti sempre. Ringrazio tutti loro perché è stato un anno speciale che porterò sempre nel cuore. Scordatevi tutto quello che ho detto sempre, che dopo le vittorie bisogna cancellare tutto e guardare avanti, adesso si festeggia».
