
Non si è stufato di vincere e non vuole smettere di farlo anche se si avvicina ai quarant’anni anni. La Sir Susa Vim Perugia si tiene stretto il suo libero che, da quando è arrivato nella città della Fontana Maggiore, qualcosa ha sempre vinto. Guarda avanti con responsabilità l’atleta di origine pugliese Massimo Colaci che dice: «Ripartiamo da campioni d’Italia ma consapevoli che ci sono squadre come Trento che, senza andare troppo nello specifico, in alcune fasi del gioco ci sono avanti. La stessa Milano in alcune situazioni l’anno scorso è stata davanti a noi. Nel singolo fondamentale si può comunque crescere sempre. La champions league è senza dubbio un obiettivo importante, non condivido che sia un tabù. Tante volte mi sono arrabbiato quando sentivo dire tabù Milano, si gioca contro squadre forti che sono allo stesso livello, si vince e si perde. Secondo me sono affermazioni che lasciano il tempo che trovano. È un obiettivo sicuramente, se Perugia non l’ha mai conquistata un motivo ci sarà, le cose non avvengono mai per caso. In questa squadra non c’è tanta gente che è riuscita a vincere la coppa continentale più prestigiosa, l’anno scorso qualcuno c’era, bisogna un po’ affidarsi a chi l’ha vinta e cercare di capire come si fa. Si gioca contro avversari che si conoscono un po’ meno ma bisogna capire perché nel passato non si è arrivati sino in fondo. Spesso ci dimentichiamo che c’è anche un avversario, si pensa sempre che la sconfitta sia una colpa, magari tu hai fatto bene, ma l’avversario ha fatto meglio. Ripartire dallo stesso allenatore è un vantaggio, secondo me è molto importante la continuità, avere gli stessi compagni accanto e lo stesso tecnico ti fa partire con delle sicurezze. Lorenzetti conosce l’ambiente e sa come farci ancora crescere, questo è veramente molto importante. In più penso che si possa iniziare in serenità, anche grazie al risultato dell’anno scorso. L’età chiaramente si sente, ogni anno devo lavorare in maniera diversa; uno non può far finta di non avere 39 anni, ne sono consapevole e lavoro sempre in contatto col preparatore fisico. Sono contento della mia passata stagione, quello che ho capito negli anni che comunque il giudizio sulle prestazioni e molto legato ai risultati. Noi siamo giudicati così, per esempio due anni fa ho ricevuto meglio rispetto all’anno scorso, ma avendo vinto di più magari è sembrato il contrario. Tante volte ho pensato a questa cosa, spesso i giudizi sono legati ai risultati della squadra. Tornando all’età, un po’ si sente, però se la testa funziona, se ci sono ancora gli stimoli giusti, secondo me si può andare oltre. Durante la settimana il programma di allenamento non lo salto mai, l’importante è lavorare molto bene in sala pesi, so che è questo quello che mi serve. Il fisico conta, è chiaro che un ragazzo di venti anni ha una reattività superiore ad uno di 39. È molto importante come si curano i vari dettagli, alimentazione e sonno sono cose importanti, ho sempre saputo gestirmi, anche se con i figli piccoli diventa più complicato. Ad ogni modo quando mi rendo conto che sono stanco vado a dormire un’ora prima la sera. Per quanto concerne l’alimentazione bisogna evitare gli eccessi, non serve fare chissà cosa, alla mia età so cosa fa bene e cosa no, basta gestirsi in maniera attenta e il gioco è fatto».
