Gaia Traballi: «Scandicci è un bel test per Perugia»

Traballi Gaia (allungamento)
Gaia Traballi (foto Oreste Testa)

Manca sempre meno al debutto ufficiale nei campionati e gli impegni settimanali si intensificano, la serie A1 femminile comincerà domenica 6 ottobre e la Bartoccini Mc Restauri Perugia vuole cercare di arrivarci con gli equilibri migliori. La squadra sta metabolizzando l’assetto migliore anche se deve fare a meno della centrale tedesca Anastasia Cekulaev, ancora non aggregatasi al gruppo. Le magliette nere giocheranno sabato in trasferta contro le vicecampionesse d’Italia della Savino Del Bene Scandicci (ore 14,30), formazione della stessa categoria. Sarà l’occasione propizia per coach Andrea Giovi che, alzando l’asticella delle difficoltà, potrà valutare l’intesa tra i reparti e i passi avanti registrati in questo ultimo periodo. Le toscane affidate al tecnico Stephane Antiga hanno nomi importanti in organico. Su tutte spiccano la olimpica Ana Carolina Da Silva (nota come Carol) e la olimpionica Ekaterina Antropova, rispettivamente medaglia di bronzo e d’oro alle ultime Olimpiadi di Parigi, poi ci sono le schiacciatrici Britt Herbots e Kara Bajema, e la coppia di libero formata da Brenda Castillo e Beatrice Parrocchiale.  Al palleggio Giulia Gennari, senza poi dimenticare il martello Giulia Mingardi e la centrale Linda Nwakalor (ex di turno). Insomma, sarà una prova importante per le umbre che vogliono trovare altre risposte per indirizzare il lavoro delle prossime settimane. Intanto ci pensa la schiacciatrice Gaia Traballi a fare il punto della situazione: «Siamo una squadra particolarmente votata all’attacco, nel senso che abbiamo molte individualità che possono dare molto in questo fondamentale. Tuttavia, con Roma non abbiamo brillato particolarmente in questo. Penso sia dovuto soprattutto a una fase in cui abbiamo lavorato e spinto veramente tanto dal punto di vista fisico e atletico. Ci può stare che ora non abbiamo quella forma che raggiungeremo alla fine della preparazione. Ora dobbiamo spingere in quelle cose che riteniamo possano non essere esattamente il nostro punto di forza, ma dove poi, di squadra, potremo fare lo stesso la differenza. A tal proposito mi viene in mente la fase di contrattacco e il muro-difesa. Abbiamo grandi margini di crescita in tutto ciò, magari mettendoci dentro anche qualche battuta più fastidiosa. Poi verrà fuori anche il cambio palla. Scandicci ha delle giocatrici di caratura internazionale. Per noi è molto interessante confrontarci con una realtà di altissimo livello e spero possano giocare con la loro formazione titolare. Questo ci darebbe tante risposte rispetto il nostro livello attuale e ci farebbe anche tirare fuori qualcosa in più. Noi comunque non dobbiamo perdere di vista il nostro obiettivo, cioè quello di limare l’intesa di squadra e il nostro sistema di gioco. Mettiamo da parte eventuali timori, è solo un test e come tale va affrontato. Speriamo di figurare bene contro questa rivale». La carriera dell’atleta di origine milanese è stata rapida nella pallavolo indoor, sempre capace di adattarsi alla categoria superiore, ora per lei si aprono le porte della massima categoria tricolore. «Sto affrontando questa stagione come tutte quelle passate, senza pormi limiti ma anche senza particolari aspettative. Ancora devo capire a che punto mi trovo rispetto questo livello. Mi sono accorta in queste stagioni di quanto non si possa sapere se un giocatore può stare a un determinato livello finché non ci si trova. Tante cose del mio modo di giocare le dovrò aggiustare e adattare rispetto alla fisicità delle avversarie che possiamo trovarci davanti. Fino ad ora sono piuttosto contenta di come sto lavorando e in particolar modo di quello che sto facendo in seconda linea. Qui posso dare tanto, molto più di quello che ho fatto fin ora. Il salto di qualità posso farlo in questo modo perché c’è sempre qualcosa da imparare e migliorare».