Alessandro Piccinelli: «Perugia sta creando una sua identità»

Piccinelli Alessandro (esercizi)
Alessandro Piccinelli (foto Michele Benda)

Prosegue il campionato di superlega maschile che si avvicina al fine settimana in cui si disputa la terza giornata. La Sir Susa Vim Perugia si prepara con il consueto scrupolo sapendo che le non perfette condizioni di salute dei suoi uomini costituiscono una complicazione nel lavoro settimanale e nella partita. Domenica prossima la rivale da affrontare è una Cisterna ancora a secco di vittorie ma da non prendere sottogamba. Alla vigilia presenta la partita l’ex di turno Alessandro Piccinelli: «Con la squadra laziale ho disputato un anno da titolare che mi è servito tanto, è stato un bel metro di misura per continuare il mio personale percorso di crescita. Sono contento di essere tornato, l’ho fatto con convinzione sapendo di avere delle consapevolezze in più. Domenica sarà una partita particolare, mi troverò di fronte diversi giocatori con cui ho condiviso una stagione, la dovremo affrontare con attenzione e cinismo, Cisterna si allena dall’inizio con il palleggiatore Baranowicz che ha dunque una intesa molto buona coi compagni, l’opposto è il campione olimpico Faure e dunque bisognerà stare molto attenti a lui che ha dimostrato di essere di livello internazionale. La nostra fase di miglioramento passa dal provare a valorizzare i punti di forza e perfezionare gli aspetti dove si sono manifestate lacune. Credo che il lavoro svolto in settimana sia stato buono, sono convinto che il riscontro sul campo sarà una conseguenza. Il lavoro giornaliero ci permette di raggiungere il massimo della condizione. Siamo un bel gruppo con grandi potenzialità. La partita è stata preparata dal nostro staff tecnico e sappiamo quale tattica adottare, tuttavia, noi atleti siamo pronti a cambiare strategia se durante la sfida vi sia la necessità. È importante ragionare ad un appuntamento alla volta e quindi non guardiamo troppo avanti. Io mi sto comportando come una spugna, cerco di assorbire il più possibile e continuare il mio processo di miglioramento. Con Colaci ci conosciamo ormai abbastanza e credo che tra di noi basta uno sguardo per intenderci, io mi preparo sempre con l’idea di dare il massimo se sono chiamato ad entrare. Ogni squadra è differente da un’altra, ogni anno è diverso, ma ciò che è importante è avere una propria identità e ragionare come squadra».