
Ha lasciato gli allenamenti e svestito per un giorno i panni di squadra professionista quale è la Sir Susa Vim Perugia che ha indossato quelli di formatore. L’occasione è stato l’evento denominato “la costruzione del successo”, partendo dal talento che deve essere unito allo studio e alla formazione per diventare successo. Ha riscosso gradimento la prima edizione della Volley Umbria Final Four, prima edizione di un appuntamento organizzato da Its Umbria Academy diretta da Nicola Modugno, insieme al club bianconero del presidente Gino Sirci. Quattro squadre si sono date battaglia guidate in panchina da dei coach d’eccezione: Angelo Lorenzetti, Agustin Loser, Francesco Zoppelari, Massimo Colaci e Alessandro Piccinelli. Oltre 2’500 studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori dell’Umbria (Perugia, Terni, Umbertide e Foligno) hanno riempito le gradinate e le curve del palasport di Pian di Massiano partecipando in maniera attiva all’avvenimento. I ragazzi, oltre ad assistere alle partite, hanno approfondito la conoscenza dei vari corsi gestiti dall’accademia politecnica biennale in tecnologie e scienze applicate ed erogati sul territorio nei campus e laboratori di Perugia, Foligno, Terni e Città di Castello. Squadre miste, tanto divertimento, e tra le gare degli interessanti racconti con i protagonisti della squadra campione d’Italia. Il primo è stato con l‘allenatore Angelo Lorenzetti che ha raccontato ai ragazzi cosa c’è dietro le quinte di un successo, un percorso fatto di sacrifici, tenacia, allenamenti quotidiani e perseveranza. Il coach bianconero si è poi soffermato sul talento, che è senza dubbio un punto di partenza importante per raggiungere il successo, ma che deve necessariamente essere coltivato e unito allo studio, alla tenacia e alla perseveranza. E infine ha parlato ai ragazzi anche dei momenti di difficoltà, delle sconfitte o degli insuccessi, che inevitabilmente possono presentarsi lungo il cammino, ma che devono essere affrontati nella maniera giusta e convertiti in momenti di crescita. Il secondo è stato con il libero Massimo Colaci che ha raccontato ai ragazzi gli aneddoti e i passaggi più significativi del suo percorso che lo ha portato a fare del volley la sua professione, da quando da giovanissimo faceva l’autostop per recarsi da casa al palazzetto per allenarsi agli anni di sacrifici e forza di volontà, fino ad arrivare ad alzare i trofei più prestigiosi del campionato italiano e internazionale. Una riflessione particolarmente interessante è stata quella sulla gestione della pressione, che accomuna il percorso di studi dei ragazzi, spesso alle prese con la pressione del risultato positivo o la pressione della famiglia. Anche nel mondo della pallavolo è così, ma la pressione è un aspetto positivo, perché significa che si è in un ambiente dove si punta in alto.
