Simone Giannelli: «Perugia gioca da vera squadra»

Giannelli Simone (esulta)
Simone Giannelli (foto Michele Benda)

Naviga spedita, anche in un mare abbastanza mosso, e questo è un segnale confortante in superlega maschile. L’ultima vittoria della Sir Susa Vim Perugia al tie-break contro Civitanova Marche ha mostrato quanto possa essere difficile mantenere la barra dritta. È un periodo difficile per i block-devils, tra cali di condizione, acciacchi fisici e problemi logistici, che non consentono di esprimersi al massimo. A dare la scossa per la reazione vincente è stato il ritorno in campo di capitan Simone Giannelli che ha detto: «Avevamo detto alla vigilia che sarebbe stata difficile. Sapevamo che sarebbe stata una partita molto complicata, perché loro sono una squadra che spinge sempre. Sono arrivati a Perugia col braccio sciolto, dal punto di vista psicologico erano tranquilli giustamente. Ci hanno messo subito in difficoltà, noi siamo una bellissima squadra, abbiamo combattuto, è stata tosta, però siamo contenti di esserne usciti bene. Io penso che già il secondo set sia cambiata l’inerzia, si guarda i set che si vincono e che si perdono, il secondo l’abbiamo perso, ma io penso che già fosse cambiato qualcosa dentro il campo ed è stato un peccato perché l’avevamo abbastanza dominato. Ci siamo un po’ incastrati da soli e ci è mancato il ritmo, dopo lo abbiamo ritrovato e siamo andati a vincere. L’obiettivo di andare al tie-break, quando sei sotto due a zero, non è proibitivo, ci si può arrivare uguale. Lo sapevamo, l’abbiamo fatto giocando da squadra, non è tanto per dire, ma perché ci siamo messi lì, ci siamo tutti quanti spremuti, anche chi è entrato dalla panchina. Ora bisogna guardare avanti, la mia situazione non è proprio decisa, nel senso che sono in fase di recupero. Per quel problemino che ho avuto ai muscoli addominali ci possono essere delle conseguenze, per adesso è andata bene, quindi, toccando ferro e facendo tutti gli scongiuri possibili, sono contento. Ringrazio lo staff medico che mi ha seguito e che continuerà ancora a farlo perché il lavoro non è finito. Comunque, pian piano si torna».