Carolina Pecorari: «Perugia ok negli scontri cruciali»

Pecorari Carolina
Carolina Pecorari

Si è chiusa definitivamente la prima metà di stagione regolare, la serie A1 femminile ha disputato la tredicesima ed ultima gara di andata facendo emergere la fotografia della classifica al giro di boa. Non hanno giocato la Bartoccini Mc Restauri Perugia in questo fine settimana, ma si è allenata in vista del girone di ritorno, prestando attenzione ai risultati degli altri campi. Ad esprimere il sentimento delle magliette nere è la schiacciatrice Carolina Pecorari: «Secondo me il bilancio di questo girone d’andata è assolutamente positivo perché negli scontri diretti, Roma a parte, abbiamo fatto bene. L’ultima partita con Talmassons era molto sentita da tutte noi, era una sfida importante e non l’abbiamo sbagliata. Poi in alcune partite potevamo fare meglio, anche contro le big, in cui potevamo sicuramente portare via qualche punto in più. C’era la possibilità di farlo a Scandicci o a Busto Arsizio, per esempio, ma non ci siamo riuscite. Il nostro percorso però va valutato dall’inizio. Siamo partite con una squadra nuova e con un calendario che ci ha messo davanti subito impegni importanti. Già rispetto alle prime settimane di allenamento e alle prime partite, il miglioramento è tangibile. I tre giorni di riposo ad inizio settimana ci volevano proprio. Avevamo bisogno di staccare per ricaricare un po’ le pile. Ora siamo ripartite per preparare nel migliore dei modi la prossima partita con Bergamo. Condivido quello che hanno detto altre mie compagne sulla bontà del gruppo. Siamo molto affiatate tra noi e ci troviamo bene sia dentro che fuori dal palazzetto. Siamo riuscite a creare questo bel clima un passo alla volta anche perché, essendo il gruppo quasi totalmente nuovo, avevamo bisogno di tempo per conoscerci. I nostri caratteri, seppur diversi, si incastrano bene tra di loro e c’è una bella armonia che è propedeutica per lavorare bene. Se ci fosse anche una sola difficoltà con qualcuna di noi, sarebbe un problema visto che dobbiamo vederci praticamente tutti i giorni. Per fortuna non è così. Personalmente ringrazio le mie compagne che mi hanno messo nelle migliori condizioni. L’esordio in A1 è stato un grande traguardo per me, per nulla scontato. La differenza dall’A2 è veramente enorme, ma non solo per la maggiore qualità tecnica delle atlete, ma anche perché i ritmi sono molto più sostenuti. Anche gli impegni sono tanti e spesso molto ravvicinati e quindi serve lavorare ancora di più dal punto di vista fisico».