
L’incredibile confidenza con le finali ha dovuto fare i conti con una situazione non ottimale e con una rivale in grande serata e così la Sir Susa Vim Perugia per la seconda volta in tre anni esce al penultimo atto. L’edizione 2025 della competizione ha visto i block-devils eliminati in semifinale dalla temuta Verona, formazione in grande ascesa. Stavolta non è capitato in maniera inaspettata, è da un po’ che i bianconeri soffrono, ma sul vantaggio di due set a zero forse quasi nessuno temeva più la disfatta. Ago della bilancia in una partita terminata con un combattuto tie-break, è stato il fondamentale del muro, quello in cui gli umbri sono completamente e misteriosamente mancati. Nella pallavolo moderna tutto è possibile, e così una squadra che riceve meglio della propria avversaria, va a finire che attacca peggio, e così perde. A margine della sconfitta l’allenatore Angelo Lorenzetti ha detto: «Siamo partiti bene nel primo set, poi dopo abbiamo fatto una fatica enorme in attacco. Non è la prima volta che ci succede, anche a Civitanova Marche la settimana scorsa era accaduto. Sono state tante le palle che non abbiamo messo a terra, e diverse le murate prese, questo ha finito per innervosire i ragazzi. Chiaro che dispiace, lo sport è questo, ci sta anche la sconfitta, dopodiché dobbiamo fare un ragionamento sulle cose che magari non abbiamo fatto bene dal punto di vista dello staff, e dopo delle cose da migliorare. Sappiamo che fino a dieci giorni fa eravamo la squadra migliore in attacco, adesso ci siamo persi, e forse non c’è nemmeno un motivo. Bisogna riprendere con fiducia, insieme, senza pensare che il cambiamento arrivi da qualche parte o che te lo porti qualcuno al palazzetto, dobbiamo essere noi, con fatica ed umiltà ad invertire questo periodo. È chiaro che noi vogliamo andare più in alto possibile, questa era la sesta semifinale in due anni, però se avevamo detto che volevamo andare a caccia di finale, stavolta siamo stati dei cacciatori con una cattiva mira. Su questo dobbiamo riflettere prima di pensare agli altri obiettivi stagionali. Gli avversari hanno giocato forte, sapevamo della forza di Keita, sapevamo del loro muro sul quale bisognava giocare in maniera diversa, ma non siamo riusciti a contrastarli. Chiaro che nessuno fa le cose apposta ma dobbiamo lavorarci».
