
In un club di alto livello sono importanti tutte le componenti, in particolare quelle dello staff sanitario che devono cercare di rimediare ai piccoli e grandi acciacchi che ci sono durante una stagione. Alla Sir Susa Vim Perugia che ha vinto la champions league maschile c’è la convinzione che la struttura medica abbia contribuito a tenere in buone condizioni atletiche i suoi atleti. La conferma del fisioterapista Giulio Leonardi ne è di esempio: «La stagione che si è appena conclusa è stata sicuramente impegnativa dal punto di vista della gestione del lavoro e delle varie problematiche che si sono presentate durante l’anno. Venivamo da un’annata senza coppe europee e per forza di cose c’è stato un aumento dei carichi dovuto al minor numero di partite giocate e quindi i match hanno contribuito a dover pianificare un lavoro maggiore sia dal punto di vista di prevenzione che dal punto di vista dei trattamenti nella quotidianità». Per far fronte a questo lavoro tecnico e manuale, anche grazie alle strumentazioni sempre più all’avanguardia, si è innalzato notevolmente a livello di qualità. «La qualità del lavoro sicuramente si è alzata in questi anni perché è sempre più importante raccogliere dati ad inizio stagione che possano sorreggere il nostro lavoro, del preparatore atletico e dell’allenatore, che possa permettere poi di compiere un lavoro tecnico nella maniera più sicura possibile per i ragazzi. Anche per questo durante lo scorso anno sono state incrementate le strategie valutative e le strategie di recupero. Stiamo cercando di applicare protocolli che si basino su evidenze scientifiche con dati da poter monitorare per permettere agli atleti, nei momenti di massimo sforzo e di massima richiesta prestativa, di recuperare al meglio e di performare al meglio. Se penso che dieci anni fa mi sono laureato, vincere la champions league è incredibile. La prima volta di ogni competizione è sempre speciale. Quando ho iniziato a fare questo lavoro, nemmeno nei sogni più rosei mi sarei immaginato tutto ciò, quindi è stata un’emozione indescrivibile. Non ci sono stati troppi dubbi nel proseguire il rapporto, è una realtà in cui mi sento a casa, in cui sia coach Lorenzetti, sia la dirigenza, mi permettono di lavorare in maniera autonoma permettendomi di prendere le mie responsabilità e lavorando come piace a me; oltre a questo il lato affettivo e umano ormai è diventato importante. Nella squadra mi trovo molto bene. Il prossimo anno ci saranno molti più impegni, trasferte europee, trasferte intercontinentali, il calendario sarà veramente un tour de force dall’inizio alla fine. Sarà fondamentale il periodo iniziale di valutazione per poter indirizzare il lavoro insieme a quello di preparazione atletica, il lavoro di prevenzione, di limatura di ogni dettaglio dei nostri atleti. Già stiamo organizzando il lavoro per iniziare al meglio; speriamo di riuscirci e mi aspetto un’annata non complicata, ma anche quest’anno impegnativa perché la richiesta che i ragazzi devono soddisfare per performare al meglio è molto alta e di conseguenza hanno bisogno di un supporto importante, preciso e puntuale».
