
Riprendere il filo del gioco e lavorare sulla mentalità sono gli intendimenti della Ermgroup San Giustino che continua ad essere protagonista in serie A3 maschile. Il 2026 non è cominciato col passo giusto e le cinque sconfitte consecutive rischiano di minare la fiducia dell’ambiente. Dall’alto della sua esperienza l’assistente allenatore Davide Marra fornisce una sua chiave di lettura: «In tempi meno sospetti di quelli attuali avevo già detto che l’aspetto mentale avrebbe dovuto compiere un passo in più. Le sconfitte contro Belluno e Reggio Emilia ci hanno tolto un po’ di sicurezza e tranquillità dopo due mesi di continui successi e questo risvolto ce lo stiamo portando appresso. La partita interna contro il Sarroch ha evidenziato la situazione, due set persi, uno a causa di errori e l’altro dominato dagli avversari, poi la reazione che ha portato al tie-break dove abbiamo esordito con quattro battute sbagliate. A Cagliari, poi, c’è stato il cedimento nel quarto set, anche in questa circostanza è emerso il blocco mentale dovuto all’insicurezza nonostante avessimo la situazione in mano. Dispiace quando commetti errori in battuta, difesa, tocchi e alzate che prima non facevi. Ecco perché dico torniamo a fare le cose semplici. Giocavamo bene perché riuscivamo appunto nelle cose semplici, poi l’asticella si è alzata, nel senso che la caratura delle formazioni che avevamo di fronte imponeva di fare qualcosa di più. All’interno del gruppo, tuttavia, siamo rimasti sempre consapevoli delle difficoltà del campionato e della qualità degli avversari, adesso le altre squadre ci affrontano in maniera diversa, ma nulla deve essere tolto allo splendido cammino che abbiamo fatto finora. E nella fase di ritorno, si sa, i risultati acquisiscono un valore doppio. La settimana precede la sfida casalinga con Mirandola sarà di lavoro per i giocatori e per tutto lo staff, non solo per me, perché dobbiamo recuperare serenità e lucidità. Due kappao ci hanno destabilizzato, minando la nostra sicurezza, per cui occorre lavorare a testa bassa senza però perdere il sorriso».
