Daniele Santarelli: «Coppa Italia del riscatto»

Santarelli Daniele (vittoria)
l’esultanza per la vittoria di Daniele Santarelli (foto Filippo Rubin)

Il nuovo anno è cominciato con un successo di prestigio per Daniele Santarelli, l’allenatore di Conegliano Veneto ha conquistato la coppa Italia battendo in finale Novara dopo aver recuperato due set di svantaggio. A premiare la squadra è stato il presidente della repubblica Sergio Mattarella che ha consegnato nelle mani del coach folignate il trofeo, il terzo di fila dopo quello del 2020 e del 2021. Un successo arrivato a pochi giorni dalla delusione nel mondiale per club: «Siamo gli artefici di noi stessi. Noi non eravamo lucidi, abbiamo fatto tanta fatica in attacco e poi eravamo disordinati in muro-difesa. Poi abbiamo cominciato a dare un po’ più di ordine, ho provato a ruotare un po’ la squadra, abbiamo trovato la formazione che in quel momento ci stava dando qualcosa in più e abbiamo iniziato a crederci e a giocare meglio. Quando prendi fiducia poi cambia tutto, vinto il terzo ci siamo portati a casa anche il quarto e il tie-break è stata una guerra». Riscatto dunque per il club veneto e per il tecnico umbro che è uno dei simboli di questo record. «In questi tre anni di panchina a Conegliano Veneto c’è stata una crescita costante. All’inizio non è stato facile, le ambizioni c’erano ma nei primi anni la società non ha subito vinto. Quando a dicembre siamo rientrati dalla Turchia con il secondo posto al mondiale per club abbiamo trovato il palasport cambiato, la società aveva aggiornato gli stendardi sul soffitto. Spesso siamo sempre proiettati verso nuovi obiettivi ma in un momento come quello fermarsi e vedere quello che in questi anni abbiamo conquistato ci ha fatto bene. È stata una bellissima vittoria, che ricorderemo a lungo. Per me vale doppio, perché arriva dopo la sconfitta di Ankara, dopo la stanchezza e un momento non facilissimo per noi. Volevamo riscattarci e trovare l’identità giusta, ora faremo di tutto per portare a casa anche i due trofei che ci rimangono».