
Vincere la coppa Italia è una gioia grande specie per chi come il tecnico Nikola Grbic lo fa per la prima volta: «Questa è la prima vittoria importante da allenatore per me in Italia e queste sono emozioni che non stancano mai. Per gran parte della gara ero uno spettatore come gli altri perché la squadra ha giocato due set di pallavolo di altissimo livello. Trento è una grande squadra ed ha avuto una reazione. Il quarto set lo abbiamo controllato fin quasi in fondo, loro hanno giocato fino alla fine senza mollare e potevano riaprirlo. Sono orgoglioso dei ragazzi, di quello che abbiamo fatto tutti insieme in questi mesi in mezzo a tante difficoltà. Sono orgoglioso di far parte di questo staff e di questa società e di questa medaglia che ora abbiamo al collo». A chiudere la partita è stato il regista Simone Giannelli, illustre ex di turno: «L’ultimo pallone poteva metterlo giù chiunque, sarei stato contento uguale. Ho avuto un attimo di timore ma è andata bene. Voglio un gran bene a Trento ma ora vesto la maglia bianconera e sono contento di averla portata alla vittoria, contentissimo anche per i tifosi che ci sono stati vicini e ci hanno dato un calore pazzesco. Avere giocatori forti in squadra significa che in qualche momento bisogna sfruttarli ed io ho provato a farlo, ho giocato poco con i centrali e più in pipe, Anderson aveva buone percentuali ed ho insistito su quella palla». L’unico a bissare il successo di un anno fa è l’opposto lussemburghese Kamil Rychlicki che sfodera un sorriso smagliante: «Il nostro gruppo è bellissimo, grazie al nostro allenatore lavoriamo molto, giochiamo bene e c’è intesa tra noi. Credo si sia visto come l’esperienza possa dare quel qualcosa in più. Per me è incredibile venire nel campionato italiano e conquistare queste vittorie prestigiose. Abbiamo davanti altri trofei importanti ma ora è il momento di festeggiare e godersi questo successo». Una bella soddisfazione con dedica per lo schiacciatore ucraino Oleh Plotnytskyi: «Questa vittoria la dedico al popolo ucraino, spero che tutto finisca presto e possiamo tornare a vivere come prima. La mia famiglia sta bene, la mia città non è stata toccata da vicino dalla guerra, ma la mia preoccupazione è grande. Voglio dire grazie ai militari e ai soldati miei connazionali che stanno difendendo con onore il paese».
