Nikola Grbic: «Conferma del lavoro per Perugia»

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Nikola Grbic (foto Michele Benda)

Si sta lentamente smorzando la luce sulla coppa Italia vinta domenica scorsa dalla Sir Safety Conad Perugia. Le celebrazioni lasciano spazio ai nuovi impegni che incalzano, come vuole una stagione intensa, ma c’è un ultimo momento rievocativo che la società sportiva bianconera ha voluto dedicare al successo con una puntata televisiva speciale. Ha espresso il suo pensiero coach Nikola Grbic: «Devo dire che, per quanto abbia vinto in carriera, questo è stato un trofeo particolare, colto nel palazzetto dove ho vinto il primo scudetto con Cuneo. Vincere è una delle ragioni per cui sono tornato a Perugia, dove ho cominciato il mio percorso da allenatore, siamo riusciti a trionfare in un trofeo prestigioso ma spero che siamo solo all’inizio. Aspettavamo da due anni questo ritorno alla normalità, giocare con gli spalti vuoti era diventata un’abitudine ma senza i tifosi sentivi che mancava qualcosa. La motivazione è diversa quando c’è un bel pubblico, stiamo tornando verso la normalità. Avevo già giocato la final-four di coppa Italia alla guida di Perugia sette anni fa, ma l’approccio all’appuntamento è stato molto diverso, ero senza dubbio consapevole del lavoro che avevamo svolto. Vincere da favoriti comunque non è così facile, l’esperienza acquisita mi ha permesso di vivere con più tranquillità l’appuntamento e di avere più capacità di gestione. Lo stress e l’adrenalina possono giocare a volte brutti scherzi, anche se sono situazioni vissute più volte. Devo dire che la nuova regola dei 15 secondi è stata indigesta, non avendo provato mai le situazioni è aumentato il nervosismo. Ciò si è visto soprattutto in battuta dove è mancata la concentrazione e sono stati commessi molti errori. Abbiamo dovuto trovare degli espedienti per allungare i tempi. Devo anche dire che è mancata un po’ l’organizzazione dell’evento, le informazioni alla squadra sono state carenti, sia in campo, e sia fuori, nonostante tutte le difficoltà siamo riusciti a vincere e questo mi rende ancor più orgoglioso. Il successo è importante perché conferma la bontà del lavoro svolto, non posso neppure pensare se avessimo perso quali sarebbero stati i titoli dei giornali. Siamo sulla buona strada e possiamo usare le partite che rimangono per arrivare pronti ai play-off. Ho cercato di amministrare al meglio tutti i giocatori, ma un’attenzione particolare l’ho dedicata a Plotnytskyi che ovviamente attraversava un momento davvero difficile per quello che sta succedendo nel suo paese, sarebbe stato bello se avesse chiuso la partita un suo ace, sarebbe stato significativo, ma non mi sono stupito che non ci sia riuscito, nessuno può sapere cosa si prova ad essere nei suoi panni. Ho ricevuto dei complimenti che mi hanno fatto piacere, specie quelli di aver visto un gruppo affiatato, un gruppo che lotta su ogni palla, di questo ne vado fiero. Trasmettere alla squadra i migliori valori è il mio compito, mi piacerebbe che quando gli avversari ci vedono di là dalla rete hanno timore di noi. Voglio anche dire che non possiamo sminuire le vittorie con Piacenza, che ha giocato benissimo, e Trento, che è una squadra forte a dispetto di quanto qualcuno dice».