
Sfida scudetto, fine del primo atto. Dopo la maratona terminata con l’ennesimo tie-break (il numero 18 dell’eterna sfida Perugia-Civitanova, ndr), si torna a respirare aria pesante, quasi che ci sia una sorta di tabù in questi play-off. In realtà, si è semplicemente scritto il primo capitolo del tricolore. Un capitolo importante, senza ombra di dubbio, conquistato dal nemico nella propria tana e senza neppure brillare più di tanto. Per una squadra ambiziosa come la Sir Safety Conad Perugia è una mazzata, ma la storia recente insegna che il fattore campo è molto meno importante di come si gioca dentro al rettangolo. La fame di vittorie è più grande per Civitanova Marche che ha bucato tutti gli altri obiettivi stagionali. Il tre a due finale potrebbe apparire come un segnale di grande equilibrio per questa serie di finale che si gioca al meglio delle cinque partite. E forse lo è. Ma se si va a guardare con la lente d’ingrandimento, i numeri evidenziati potrebbero lasciare spazio all’ottimismo. Tutto è relativo, questo risultato è maturato in un pomeriggio in cui i block-devils non hanno giocato una gran partita e, malgrado ciò, si sono rivelati lo stesso competitivi. Aver ceduto nuovamente il primo set potrebbe essere una questione di atteggiamento, probabile che sia così, di certo nella testa dei bianconeri qualcosa non funziona in maniera ottimale. Se durante la stagione regolare i ragazzi di coach Nikola Grbic avevano vinto sempre, pur in condizioni precarie di organico, adesso che sono al completo (mistero di Russo a parte, nda) faticano molto più di prima. Il campionato è una cosa, i play-off un’altra, ormai dovrebbero saperlo anche i seggiolini del palasport di Pian di Massiano. Il bello arriva adesso. Le avversarie che ci si trova di fronte sono di spessore tale da dover essere affrontate al massimo della condizione fisica e mentale. Già, mentale, perché i problemi degli umbri possono essere solo di questo tipo. La prova in attacco dei martelli è stata palesemente sottotono (Leòn e Rychlicki 39% – Anderson 40%), e dire che la ricezione è andata meglio di quella marchigiana. Ma siccome è inutile piangere sul latte versato, bisogna prendere dunque le cose buone che sono uscite dal confronto. La prima riguarda appunto la ricezione con il libero Massimo Colaci che si è dimostrato sempre all’altezza, la seconda è relativa al muro che si è svegliato tardi ma ha prodotto qualcosa di buono con Fabio Ricci che ha dimostrato di essere in ottima condizione. C’è da crescere in fatto di sicurezza e continuità, ogni tanto capita di sbagliare, ma in questo non sono esenti neppure i rivali. Di certo la battuta è il fondamentale di cui più si era vantata Perugia, che più aveva fornito apporto durante l’annata agonistica, e che più è mancato in queste ultime settimane, ritrovarlo sarebbe già un grosso passo avanti. Il gruppo possiede le risorse morali per reagire alle difficoltà. L’importante è che se lo ricordi sempre.
