Roberto Russo: «Ho voglia di giocare»

Russo Roberto (palla)
Roberto Russo

Si attende molto da questa estate la nazionale maschile di pallavolo italiana, ma ancor di più uno dei suoi talenti che un anno fa, di questi tempi, era nella sua Sicilia a riprendersi dopo l’operazione al tendine d’Achille e a guardare i compagni in televisione. Dopo quella sfortunata estate che gli ha fatto perdere le Olimpiadi e gli Europei, non è andata meglio al rientro con Perugia, dopo poche partite un altro infortunio (lesione al tendine della coscia sinistra) ha tenuto fuori Roberto Russo per il resto della stagione, adesso però è tornato in campo: «Avevo una voglia di giocare e farlo con la maglia azzurra è sempre una sensazione speciale. Lo scorso anno ho fatto in tempo ad allenarmi cinque giorni prima di infortunarmi. Devo ringraziare lo staff medico che mi ha dato il tempo di recuperare fisicamente. Non sono ancora al 100% ma nelle partite che ho giocato mi sono sentito bene. Devo crescere ovviamente ma sono fiducioso e ho voglia di lasciarmi i momenti brutti alle spalle. Il gruppo è sensazionale. Io li conosco bene tutti quanti ma dal punto di vista pallavolistico sono altri giocatori. Sono diventati molto forti, hanno fatto proprio un salto di qualità, prima in azzurro e poi nei club. Anche in campionato ho visto quanto erano cresciuti. La cosa che mi colpisce è la voglia che ha questo gruppo di migliorarsi. Si lavora sempre al massimo, nessuno tira il freno a mano. Poi con il c.t. De Giorgi si lavora tanto, c’è sempre da migliorare. Con lui come prima cosa abbiamo parlato delle mie condizioni fisiche e quando vieni da un periodo così lungo di stop per infortunio è fondamentale sentire l’attenzione e la vicinanza su questo aspetto. L’atteggiamento del gruppo è quello di non mollare mai un centimetro. Penso che sia anche merito del lavoro dello staff per farci lavorare in serenità ma senza allentare la tensione. Lavoriamo per la Vln, ma anche per il mondiale, ora ho solo voglia di giocare, dimostrare che valgo questa maglia e che posso dire anche io la mia. Anche perché l’esclusione all’ultimo momento del 2018 ancora me la ricordo».