
È stata una giornata storica quella di ieri per le nazionali azzurre di pallavolo che sono state ricevute in udienza privata da Papa Francesco nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. Le delegazioni di atleti e staff hanno vissuto una giornata ricca di emozioni. Il Pontefice ha usato i fondamentali del volley come metafora per spronare i ragazzi. Cui ha ricordato: «State compiendo un percorso per diffondere sul territorio e tra le società sportive i valori educativi dello sport, in una prospettiva integrale che unisca alla tecnica la possibilità di dare il meglio di sé, sia nell’attività agonistica sia nella vita. Lo sport, infatti, deve essere sempre a servizio della persona e della società, non di interessi o logiche di potere». Il giocatore di Perugia e capitano degli azzurri Simone Giannelli ha detto: «È stata un’esperienza incredibile, mai avrei immaginato di essere qui in Vaticano ad incontrare il Papa. Sono grato di aver avuto la possibilità di vivere questa giornata che porterò per sempre nel mio cuore. Noi abbiamo una responsabilità verso i più giovani e oltre ad essere dei bravi giocatori dobbiamo essere brave persone fuori dal campo. Questo è quello che dobbiamo riuscire a trasmettere ad ogni ragazzo che ci guarda e ci segue. Ognuno di noi sa che vestirà la maglia azzurra per un tempo limitato. Per questo tempo dobbiamo sempre onorarla e indossarla con grande piacere ed orgoglio».
