Oleh Plotnytskyi: «Perugia ci crede ancora»

Plotnytskyi Oleh (esulta)
Oleh Plotnytskyi esulta (foto Michele Benda)

Si avvicina la gara di ritorno della semifinale nella coppa europea più prestigiosa, giovedì 6 aprile sarà di nuovo in campo la Sir Sicoma Monini Perugia. Ai block-devils è stato concesso un giorno di riposo per ricaricare le energie psicofisiche, martedì mattina è ripresa l’attività in sala pesi e in palestra con un lavoro specifico di ricezione, nel pomeriggio seduta tecnica di squadra per sviluppare le situazioni di gioco. Si è aperta la settimana decisiva per la formazione bianconera, con la squadra che deve recuperare la sconfitta maturata in terra polacca la scorsa settimana. Lunedì di Pasquetta, invece, sempre tra le mura amiche, si disputerà gara-cinque dei quarti di finale nei play-off scudetto contro Milano. Due partite delicate e molto complicate, due partite dove il Pala-Barton, ancora inviolato in questa stagione, può e deve diventare decisivo. Lo dice anche coach Andrea Anastasi: «Giovedì avremo di fronte una partita molto complicata contro i bi-campioni continentali e detentori della champions league, una squadra molto collaudata e club straordinario che sta facendo la storia a livello europeo. Sappiamo benissimo che dovremo giocare una grande partita. Cercheremo di far valere il fattore campo, ci siamo conquistati il fatto di poter giocare le partite importanti e decisive in casa e questo deve essere un vantaggio che cercheremo di sfruttare. Sarà fondamentale un grande sostegno del nostro pubblico, avremo bisogno di un palazzetto caldo che ci spinga dall’inizio alla fine». Anche lo schiacciatore ucraino Oleh Plotnytskyi chiama a raccolta il pubblico perugino: «Affrontiamo un avversario molto molto forte. Lo Zaksa è la squadra campione in carica, li conosciamo bene e loro ci conoscono bene. Ci aspetta una partita dura, complicata, difficile, ma abbiamo la possibilità di vincere ed andare in finale, ci crediamo e faremo di tutto per riuscirci. Dovremo giocare tutti insieme, chi sarà in campo e chi sarà fuori, dal primo all’ultimo punto. Ed abbiamo bisogno di un palazzetto caldissimo e della spinta dei nostri tifosi che hanno dimostrato tante volte di essere l’uomo in più a nostro favore».