Perugia mastica amaro, Kedzierzyn-Kozle in finale

Resende Gualberto Flavio (muro)
Sir Sicoma Monini Perugia a muro con il centrale Flavio Resende Gualberto (foto Michele Benda)

La terza sconfitta consecutiva della stagione allarga la crepa esistente all’interno della squadra, anche la seconda sfida della semifinale della champions league maschile finisce male. Cade così anche l’ultimo record che rimaneva alla Sir Colussi Monini Perugia quello dell’imbattibilità casalinga. Ancora una volta si ferma ad un passo dall’epilogo il sogno continentale, ma stavolta il boccone è amarissimo visto che la società sportiva aveva stanziato investimenti faraonici per puntare proprio a questo obiettivo. Serviva un miracolo dal punto di vista caratteriale, ma i bianconeri hanno mostrato crepe anche stavolta nella tenuta mentale e hanno finito per favorire la Grupa Azoty Kedzierzyn-Kozle. Le speranze di staccare il biglietto per Torino crollano contro i fenomeni polacchi che hanno mostrato la loro superiorità tecnica e psicologica, giocando una partita con pochissime pause e sbavature ridotte al minimo. Nei fondamentali di squadra i perugini hanno pagato dazio, un rendimento appena ed in battuta non eccezionale, carente in ricezione, scarso in attacco, pessimo a muro. Gli errori commessi sono hanno pesato come macigni. Gli italiani in avvio appaiono contratti e fanno fatica a trovare il ritmo, ma basta qualche sbavatura altrui per pareggiare (7-7). L’aggressività degli ospiti riesce a scalfire, è Bednorz (sette colpi vincenti in apertura) a favorire la seconda accelerazione (11-14). I polacchi rimangono avanti saldamente di tre lunghezze sino all’ingresso di Plotnytskyi che con la battuta rimette in asse il punteggio (22-22). Allo sprint decisivo è il muro di Smith a fare uno a zero. Invertiti i campi sembra che le cose vadano meglio per i bianconeri che trovano buoni spunti con Russo (8-4). Improvvisamente la luce si spegne e una serie di errori gratuiti rovescia completamente la situazione (10-13). Troppo discontinua la manovra dei perugini per mettere pensiero ad una rivale sicura e consapevole dei suoi mezzi e l’allungo è micidiale (18-24). Il muro rimediato da Semeniuk scrive il due a zero e l’eliminazione di Perugia. Ennesimo rospo da ingoiare per la società sportiva, per gli atleti e per i tifosi che delusi cominciano ad abbandonare il palasport. I supporters avversari, invece, alzano alto il loro coro: “grazie… grazie… grazie”. Dal terzo set in poi si gioca per onore di firma ed in campo vanno tutte le riserve. Quelle umbre sono nettamente più forti ma poco importa.
SIR SICOMA MONINI PERUGIA – GRUPA AZOTY KEDZIERZYN KOZLE = 1-3
(23-25, 18-25, 25-19, 25-27)
PERUGIA: Leòn 10, Semeniuk 12, Resende Gualberto 6, Giannelli 2, Russo 1, Rychlicki 1, Colaci (L1), Herrera 13, Plotnytskyi 10, Solé 7, Mengozzi 4, Ropret 1, Piccinelli (L2). N.E. – Cardenas. All. Andrea Anastasi ed Antonio Valentini.
KEDZIERZYN-KOZLE: Bednorz 13, Smith 6, Pashitskii 6, Kaczmarek 5, Sliwka 4, Janusz 1, Shoji (L1), Kluth 9, Staszewski 9, Huber 6, Wiltenburg 4, Zalinski 4, Stepien 1, Banach (L2). All. Tuomas Sammelvuo e Michal Chadala.
Arbitri: Juraj Mokry (SVK) e Vlastimil Kovar (CZE).
SICOMA (b.s. 14, v. 7, muri 11, errori 14).
AZOTY (b.s. 17, v. 5, muri 14, errori 7).