
La terza sconfitta consecutiva ha messo a nudo la fragilità di una squadra che ormai non è più nemmeno l’ombra di sé stessa. Se fino a due mesi fa la Sir Sicoma Monini Perugia sembrava inarrestabile, adesso preoccupa, una involuzione che non è spiegabile solo con la crescita di livello delle avversarie. La condizione atletica non pare avere problemi, quella psicologica invece sembrerebbe accusare le solite incognite di fine stagione. Se è vero che tutti ammettono di non aver fatto il massimo, significa che la sensazione diffusa è che le colpe siano per la maggior parte le proprie. La disfatta di giovedì nella competizione continentale contro Kedzierzyn-Kozle non è stata digerita nemmeno dai Sirmaniaci che hanno sostenuto a piena voce i propri beniamini sino al secondo set, poi si sono fatti sopraffare dalla tristezza e si sono seduti, si sono ammutoliti, ed hanno cominciato a fissare lo sguardo nel vuoto. Non era mai successo prima, e di certo il segnale è eloquente, come quello degli sportivi che hanno abbandonato gli spalti dopo il secondo set. Gesti di protesta sin troppo civili verso una squadra che non pare più meritare la fiducia senza limiti. Al termine della gara il regista Simone Giannelli ha ammesso: «C’è tanto dispiacere e siamo estremamente delusi perché non abbiamo giocato al meglio e non siamo riusciti a combattere come volevamo. Il primo set eravamo punto a punto ma nel momento che conta hanno giocato meglio di noi. Anche nel secondo eravamo sopra e ci siamo incastrati in una rotazione ed abbiamo cominciato a subire. Abbiamo avuto le occasioni per rientrare ma non ci siamo riusciti. I polacchi hanno giocato meglio di noi nei momenti cruciali e meritano di essere in finale. Hanno dimostrato più concretezza di noi in entrambe le partite. Ora dobbiamo voltare pagina e pensare alle partite della superlega italiana. Dobbiamo rimanere uniti, lo sport è questo, dobbiamo scendere in campo lunedì e dare tutto quello che abbiamo dentro. Sarà una partita difficile perché Milano ha dimostrato di essere una bella squadra». Queste le considerazioni del tecnico Andrea Anastasi: «In tutta onestà nelle due gare disputate abbiamo molto da recriminare sul nostro atteggiamento mentale. Non è tanto il risultato, la sconfitta può starci, è la maniera in cui è maturata. Non abbiamo espresso il nostro gioco, non siamo riusciti ad essere decisivi, non siamo riusciti ad essere noi stessi. Nel primo set non abbia sfruttato le opportunità, nel secondo stavamo giocando bene e ci siamo bloccati. Questa è la cosa che mi dispiace di più. I ragazzi hanno perso un po’ di sicurezza ma non dobbiamo cercare dei responsabili, lamentarsi non serve a nulla. Adesso è il momento di rimanere compatti, la bravura sarà di supportarsi a vicenda».
