Angelo Lorenzetti: «Perugia analizza i cali di tensione»

Lorenzetti Angelo
Angelo Lorenzetti (foto Maurizio Lollini)

È dura digerire una sconfitta per chi proviene da annate quasi perfette, ancor più complicato se gli stop sono due in dieci giornate, quasi impensabile se si arriva da una conquista del titolo mondiale. Ma il pensiero del tifoso lascia il tempo che trova e la Sir Susa Vim Perugia sapeva di rischiare parecchio a Trento. Il risultato non è certamente sorprendente, i block-devils devono trovare la quadratura e qualche passaggio a vuoto ci può ancora essere. Di certo il campionato italiano non perdona, e gli scontri di alta classifica lo stanno a dimostrare. È sembrato dispiaciuto il centrale argentino Sebastian Solé che ha affermato: «È un peccato questa sconfitta perché, dall’impressione che avevo in campo, stavamo giocando bene. Nel quarto eravamo sopra, ci è mancata un po’ di tenuta. Loro hanno fatto molto bene in battuta, partita strana che sembrava stavamo comandando noi, poi ci siamo incastrati nel cambio-palla con qualche errore di troppo. Secondo me la differenza è stata nei finali dove non so se sia stata la concentrazione, se fai un cambio-palla diventa tutto diverso in quel momento. Ora avremo tempo per preparare la prossima partita». Anche l’esperto allenatore Angelo Lorenzetti si è mostrato contrariato: «Il risultato dice che abbiamo lottato, ma lottare è stato relativo, ma l’atteggiamento in campo non è stato quello che avevamo preparato per una partita così importante. Le occasioni ci sono state anche, abbiamo buttato via il primo set, nel quarto le battute di Michieletto hanno ricucito il gap, dopo abbiamo avuto due palle giocate con poca cattiveria e con poca lucidità. Siamo stati attaccati, è vero, ma per tutta la partita ma non eravamo quelli che dovevamo essere per un appuntamento così importante. Questi cali di tensione è bene analizzarli perché qualcosa ci può stare, ma una partita così va giocata in un altro modo. È chiaro che, se non sono riuscito a trasmettere questo aspetto, prima di tutto la colpa è mia. È una giornata importante perché ci fa capire delle cose. Siamo un po’ in emergenza, che non significa che abbiamo perso per quello, ma vuol dire che se hai la possibilità di fare punti, li devi fare, perché dopo non si sa se questa emergenza aumenta».