
La terza giornata del campionato di superlega maschile avrà un anticipo di grande interesse, uno scontro infinito tra due rivali storiche. Sabato 12 ottobre, nella seconda trasferta consecutiva, la Sir Susa Vim Perugia andrà a cercare punti in quello che è considerato il tempio della pallavolo italiana, il Pala-Panini di Modena. A presentare la sfida e a parlare del momento è stato l’esperto libero Massimo Colaci: «Siamo ancora all’inizio della stagione e ci stiamo conoscendo in squadra, in campo con i ragazzi, anche coi nuovi, mi sento bene, ho buone sensazioni. Questa è una cosa molto importante, significa che chi è arrivato si è messo subito a disposizione. Quando qualche giocatore cambia, anche il modo di giocare viene modificato. Nelle prime fasi si deve creare un’intesa, si deve stare insieme, giocare vivendo momenti complicati in campo per cercare di risolverli, creare una fiducia reciproca. Vedo una squadra che ha naturalmente dei margini di miglioramento, una squadra che lavora molto in palestra e ciò è indispensabile. Quando c’è la partita tutti sono tutti pronti e carichi, ma anche il martedì bisogna tirare la carretta se vuoi crescere. Tutti lavoriamo bene, anche lontano dalla partita, questo mi rende orgoglioso. I nuovi devono capire cosa significa giocare a Perugia, che è come giocare a Trento a Piacenza o a Civitanova Marche. Puntiamo ad arrivare in alto e non solo ad entrare nei play-off, non possiamo accontentarci e quindi ogni vittoria è importante, ogni punto per la classifica lo è, non possiamo regalare set e nemmeno punti. Durante una stagione ci sono i momenti difficili, non puoi mai permetterti di abbandonare. Secondo me possiamo ancora fare meglio, una di quelle cose che magari si possono migliorare è l’inizio della partita. L’anno scorso siamo stati altalenanti, ognuno nel proprio ruolo, ognuno nel proprio fondamentale deve fare le cose in un determinato modo. Personalmente sto bene, è chiaro che più passano gli anni, e più ho bisogno di lavorare a livello fisico, non avendo più venti anni ne sono consapevole. Aver vinto la supercoppa italiana è una gran cosa, io me la sono goduta, tante volte viene snobbato questo trofeo e non ho mai capito il perché sinceramente. Quando lo perdi, leggi titoloni sui giornali, ci sono riunioni in squadra, il presidente è arrabbiato. Quando la vinci viene fatta passare per una competizione minore. Delle due l’una. Io sono felice di averla conquistata, è stato un buon inizio, anche perché abbiamo affrontato due squadre forti, Piacenza e Trento, che sono tra le grandi favorite del campionato, e questo dà ancor più valore al successo. Nell’ultima prestazione a Padova abbiamo sbagliato troppo, in alcuni momenti abbiamo sbagliato in attacco, in altri momenti non siamo stati efficaci con la battuta, insomma, gli errori che si accumulano diventano pesanti, limitare i regali è un altro obiettivo da perseguire. Per chi è in seconda linea è importante che il muro faccia delle scelte, e che questa siano condivise con la difesa. A muro abbiamo buone fisicità, ma è importante avere dei compiti chiari tutti e così ci adattiamo tutti alle situazioni. La buona preparazione della partita è fondamentale. I ruoli all’interno della squadra sono ben chiari, sappiamo chi sono i titolari, ma sappiamo anche che c’è spazio per tutti. Questo è importante, avere un sestetto base è indispensabile, ma con un torneo come la champions league che si gioca nei giorni infrasettimanali ci può essere bisogno di tutti».
