Massimiliano Giaccardi: «Perugia batte bene»

Giaccardi Massimiliano (riflette)
Massimiliano Giaccardi (foto Michele Benda)

Tutto è pronto per la fase più importante e delicata della stagione, nei prossimi due mesi si assegnano i trofei più prestigiosi. Per la seconda volta consecutiva la Sir Susa Vim Perugia non è la squadra testa di serie numero uno della superlega maschile, ma l’esperienza insegna che questo non è un limite. La pressione certamente cresce sulle spalle delle squadre favorite che dovranno gestire il periodo facendo leva sulla consapevolezza dei propri mezzi. Il gruppo è tornato al lavoro, dopo la trasferta a Piacenza, con la consapevolezza della crescita costante a livello di performance di gioco, che si è tradotta anche domenica in alte percentuali in battuta e attacco, unite a un ridotto numero di errori. Lo ha confermato il viceallenatore bianconero Massimiliano Giaccardi: «Il lavoro che stiamo facendo è per cercare di performare a questo livello qui, anche Angelo Lorenzetti è rimasto sorpreso del percorso che abbiamo fatto in battuta perché le sue squadre di solito ottengono tanto, ma sbagliano anche tanto. Invece, soprattutto nel fondamentale della battuta, ultimamente siamo la squadra che sbaglia meno e ottiene di più». Domenica la squadra ha chiuso con quindici ace e sedici errori; la settimana precedente con Monza quattordici ace e quattordici errori; nel match con Milano erano stati dodici gli ace e quindici gli errori. Sono numeri assolutamente incredibili, non usuali in superlega, risultati che denotano un lavoro efficace a livello di forza e di tecnica, ma anche a livello mentale. «Noi stiamo allenando il fatto che la nostra battuta deve essere una battuta che con costanza mette sotto pressione la linea di ricezione avversaria, non ci concentriamo sul ‘dobbiamo sbagliare meno’, ma ci concentriamo sul ‘dare continuità e costanza alla pressione della squadra avversaria’. Certamente se una squadra sbaglia meno ha più probabilità di mettere sotto pressione la linea di ricezione avversaria, però l’idea è quella di attaccare, la propensione è facciamo, non cosa non dobbiamo fare. La costanza di rendimento adesso è questa semplicemente perché abbiamo tolto di mezzo il discorso del rischio. Spingere di più e limitare gli errori non è un rischio, è il risultato di un lavoro». Una crescita del livello di performance di squadra si evidenzia anche nella correlazione muro-difesa, confermata dall’ottimo lavoro dei centrali, che domenica hanno chiuso il match con una prestazione notevole, non soltanto in termini di punti. «Il grande lavoro che stanno facendo i nostri centrali è proprio questo, è molto importante l’efficienza di muro. Prima di tutto cerchiamo di evitare di farsi sporcare dall’attacco avversario, tocchiamo e piuttosto rinunciamo a qualche muro punto, con la logica che la squadra è più importante. Al posto di fare due muri vincenti e prendere quattro mani e fuori, è meglio toccare positivamente cinque volte la palla e magari non fare nessun muro punto».