Perugia straordinaria, è sul tetto d’Europa

Giannelli-Solé-Ishikawa (muro)
Sir Sicoma Monini Perugia a muro con Simone Giannelli, Sebastian Solé e Yuki Ishikawa (foto Michele Benda)

Prima o poi doveva accadere, ma se il trofeo in questione è una champions league allora non si accede alla storia, si entra direttamente nella leggenda. Da oggi il nome della Sir Sicoma Monini Perugia è scolpito nel monte Olimpo della pallavolo internazionale. I block-devils salgono sul gradino più alto del podio nella competizione più ambita del pianeta e si laureano campioni d’Europa. Quattordici gladiatori (quindici con Russo, ndr) che in terra straniera conquistano la gloria eterna. Gli atleti perugini hanno lottato come gladiatori nella Atlas Arena per il loro onore, battendo la rivale Aluron Cmc Warta Zawiercie e cancellando d’un colpo i dispiaceri accumulati nella stagione. Perugia festeggia, mentre i polacchi dopo due delusioni continentali incamerano un triste tris e cedono ancora il trofeo. Ad incantare la platea è stato Wassim Ben Tara, talento e forza all’ennesima potenza, atleta non abituato a giocare a livello internazionale ma capace di esaltarsi nei grandi appuntamenti. La sfida stellare tra lui e Russell tiene banco: da una parte l’ispirato Giannelli insiste, a ragione, sul monumentale ariete bianconero che alla fine timbra la bellezza di 22 punti mentre Ishikawa e Plotnytskyi concretizzano quasi tutto quello che passa a loro tiro. Dall’altra i polacchi pagano una battuta poco concreta ed un attacco che sciupa molto, ma restano sempre vivi, anzi, non muoiono mai. Ci vogliono tre ore per metterli in ginocchio ma Perugia ci riesce. L’avvio è un sogno per i perugini che martellano con Ben Tara ed un incubo per un nervoso Zawiercie (4-8). Sembra troppo bello per essere ed infatti Bienek comincia ad incidere e riporta il fiato sul collo (16-17). Ishikawa fa prendere alla partita una piega precisa già dal primo set. Gli italiani tirano fuori il vino gran riserva di marca Colaci (annata 1985), poi i muri di Loser fanno provare l’essenza del novello. Abituati alla vodka, i polacchi non riescono a restare in piedi, barcollano e vanno sotto. Con una difesa attenta ed un ritrovato Russell (metterà nove palle a terra) i polacchi partono forte nel secondo parziale (4-1). Ben Tara inebria i rivali che rispondono per le rime con Butryn ma c’è l’aggancio (10-10). Il gomito a gomito perdura sino al 20-20. La spinta italiana sul finale è massima e anche la lucidità non manca, Ben Tara e Ishikawa confezionano il raddoppio. Il terzo frangente è come tornare sobri, mentre Perugia sembra ansiosa di voler brindare, Zawiercie smaltisce l’ebbrezza inserendo Ensing e portandosi avanti con l’ex Russell impossibile da marcare (16-15). Kwolek diventa letale e riduce le distanze. Nel quarto periodo si avanza a braccetto con Kwolek ed Ishikawa in evidenza (11-10). Russell pare drogato ma Ben Tara è in serata e la situazione non si sblocca (20-20). Nel finale la sentenza è rimandata. Al tie-break si lotta, Giannelli tiene tutti sulla corda e propizia la fuga (1-5). L’infinito Russell recupera (5-6). Perugia non si ferma e fa scorrere i titoli di coda. I calici perugini si riempiono… stavolta sulle note dei Queen che i tifosi cantano a squarciagola: ‘We are the champions’.
ALURON CMC WARTA ZAWIERCIE – SIR SICOMA MONINI PERUGIA = 2-3
(22-25, 22-25, 25-20, 25-22, 10-15)
ZAWIERCIE: Russell 25, Kwolek 12, Bienek 12, Butryn 9, Zniszczol 7, Tavares Rodriguez 2, Perry (L1), Ensing 9, Laba, Markiewicz. N.E. – Nasrimastanabad, Nowosielski, Gregorowicz (L2). All. Michal Winiarski e Pawel Rusek.
PERUGIA: Ben Tara 22, Ishikawa 20, Plotnytskyi 18, Loser 11, Solé 5, Giannelli 3, Colaci (L1), Herrera 1, Semeniuk. N.E. – Usowicz, Piccinelli, Zoppellari, Usowicz, Cianciotta, Candellaro (L2). All. Angelo Lorenzetti e Massimiliano Giaccardi.
Arbitri: Ivaylo Ivanov (BUL) e David Fernandez Fuentes (SPA).
ALURON (b.s. 14, v. 4, muri 8, errori 13).
SICOMA (b.s. 24, v. 5, muri 12, errori 4).