Gioele Favaro: «Cerco di dare la carica a San Giustino»

Favaro Gioele (felice)
Gioele Favaro

Si attende solo il fischio d’inizio della semifinale nei play-off promozione della serie A3 maschile. La formazione targata Ermgroup San Giustino si concentra sull’avversaria Belluno, cercando di capire quale possa essere la tattica migliore da utilizzare. Saranno tutti utili i giocatori biancoazzurri, in particolare quelli che partono dalla panchina ma possono dare una sterzata al duello. Lo schiacciatore Gioele Favaro è uno di questi: «Dopo sole due stagioni in A3, arrivare al traguardo di 500 punti, considerando quanto mi è capitato all’inizio di quella attuale, non è semplice. Sono molto soddisfatto del dato numerico, seppure con un pizzico di rammarico, perché il totale avrebbe potuto essere più sostanzioso, anche se questa è la realtà, bisogna guarda avanti e puntare a obiettivi futuri. Un compito difficile, quello di entrare per provare a cambiare qualcosa, in quanto puoi riuscirci come no e magari se non ce la fai la colpa ricade su di te. Ciò che provo a fare è dare la carica nelle parentesi di energia negativa, della quale a volte soffriamo. Riportare il sorriso in campo ai miei compagni, facendo capire che comunque stiamo praticando lo sport che ci piace e ad alto livello, è importantissimo per renderci consapevoli e per tentare di vincere le partite. È vero, nella fase di ritorno della stagione regolare abbiamo subito qualche critica a causa delle partite che abbiamo perso, anche di fila, ma diciamo che ci è servito. La sconfitta serve sempre, soprattutto a un gruppo come il nostro che ha voglia imparare. E anche le sconfitte ci hanno portato al punto di ora. Adesso noi siamo un’altra squadra, come del resto loro, che hanno una rosa di nomi più costruita di noi, fatta di giocatori oramai abituati a disputare i play-off, o comunque con più gare disputate di noi, che di conseguenza siamo meno esperti. Questo può essere tuttavia un punto a favore nostro, che ci permette di giocare più spensierati rispetto a Belluno, che ha l’imposizione di vincere. Consapevoli di ciò che siamo anche se proveremo ugualmente a vincere».