
Si guarda ai corsi e ricorsi storici in vista della finale dei play-off per lo scudetto della superlega maschile. L’edizione numero 80 del massimo campionato italiano vede assegnare il tricolore con la formula degli spareggi per la quarantaquattresima volta. La serie conclusiva che vedrà avversarie la Sir Susa Scai Perugia e Civitanova Marche continua ad essere analizzata e l’attenzione si sposta sui rendimenti delle squadre che hanno terminato la stagione regolare in vetta e di quelle che sono arrivate in finale scudetto concludendo in sesta posizione. Nelle annate agonistiche del passato, la prima classificata della stagione regolare ha saputo vincere lo scudetto in 18 occasioni, a riuscirci per prima fu Torino (1984), l’ultima in ordine di tempo è invece Trento (2025). Perugia ci è riuscita una volta nel 2018, superando in finale proprio i marchigiani. In 14 occasioni, invece, la formazione che è terminata al primo posto della classifica, pur arrivando in finale scudetto, non è riuscita a scrivere il proprio nome sull’albo d’oro. Una situazione che è capitata a Perugia per tre edizioni consecutive (dal 2019 al 2022, con in mezzo l’anno del Covid, sempre contro Civitanova). Nel 2023 gli umbri, pur terminando davanti a tutti alla fine del girone di ritorno, non riuscirono a qualificarsi per la finale. Nello specifico, la prima classificata ha vinto lo scudetto: Torino (1984), Modena (1988), Ravenna (1991), Parma (1992 e 1993), Modena (1997), Treviso (1994, 1999 e 2003), Civitanova Marche (2006, 2014 e 2017), Trento (2008, 2011, 2013 e 2015), Perugia (2018) e Trento (2025). Sarà invece la seconda volta che una formazione sesta classificata al termine della stagione avrà la possibilità di competere in una finale scudetto, l’impresa sportiva dei cucinieri segue quella di Piacenza che arrivò fino in fondo nel 2008, perdendo però in finale contro Trento. Perugia lavora con la consapevolezza di aver un gruppo coeso, un aspetto sottolineato in più occasioni dallo schiacciatore ucraino Oleh Plotnytskyi: «Il punto di forza nostro è che rimaniamo sempre come una squadra indipendentemente da quello che succede in campo; se siamo sotto, se siamo sopra, alla fine proviamo sempre a rientrare in partita a trovare il ritmo. E l’importante è che lo facciamo tutti insieme». I giocatori che si fronteggeranno saranno di indiscusso valore a beneficio dello spettacolo in campo, lo dice il centrale argentino Sebastian Solé: «Questa finale è una sfida che negli ultimi anni è capitata spesso, quindi sicuramente rappresenta una bel duello e sicuramente sarà molto difficile».
