
Nel pugilato, l’uno-due non è solo una sequenza di colpi; è una dichiarazione d’intenti. La Sir Susa Scai Perugia ha utilizzato il jab per far traballare i rivali e il diretto per chiudere i conti, un binomio di precisione e ferocia che ha trasformato l’equilibrio precario in un kappao. Sul litorale adriatico si è assistito a una trasposizione pallavolistica di brutale bellezza, una doppietta assestata in quattro set che ha stordito la Cucine Lube Civitanova, lasciandola alle corde a cercare aria mentre il pubblico locale restava muto ed incredulo. Non è stata solo una questione di tecnica, ma di tempismo killer che ha indirizzato in maniera inequivocabile la serie della finale scudetto. Di certo una seria ipoteca è stata messa, ma sia chiaro che non tutto è deciso, la storia insegna che bisogna restare concentrati per non vanificare quanto di buono è stato fatto. I marchigiani si leccano le ferite e si appellano a quanto già fatto la scorsa stagione, quando riuscirono nell’impresa di ribaltare l’inerzia di una semifinale che li vedeva ad un passo dall’eliminazione. Si comincia con un minuto di silenzio in memoria di Alex Zanardi, sportivo e uomo immenso, oltre che grandissimo campione paralimpico. In avvio i padroni di casa si fanno vedere con l’ex Podrascanin che prende due muri (3-2). Ben Tara risponde per le rime e cambia il punteggio (6-8). Bottolo sale in cattedra ed opera il cambio di marcia scavando il solco (17-13). Si rivede in campo Loser dopo lungo tempo ma il recupero è impossibile. Alla ripresa l’abbrivio è buono con Plotnytskyi che prova a farsi vedere, ma poi c’è un passaggio a vuoto che vede Loeppky sugli scudi (12-7). Solé lascia nuovamente spazio a Loser, gli ospiti provano a rimboccarsi le maniche con Semeniuk che dà la carica e col muro che trova finalmente le misure ed aggancia (18-18). L’inerzia cambia inesorabilmente e Ben Tara diventa una furia, il punto del pareggio lo sigla Plotnytskyi. La terza frazione la prova a spezzare Gargiulo che manda avanti i suoi (11-7). Gli umbri danno un ulteriore segnale di forza interiore e con Giannelli dai nove metri recuperano (11-11). Si avanza a braccetto con D’Heer che mette una pezza agli errori locali (20-20). Nello sprint Semeniuk si mostra lucido ed implacabile e firma il due a uno. Nel quarto frangente di gioco è Loeppky a tenere a galla i marchigiani (7-7). Nikolov e Ben Tara vanno a segno e compensano i valori (14-14). Entra Dzavoronok che dalla battuta consente lo strappo (14-17). Un punto negato a Perugia viene contestato a lungo ed il margine resiste a fatica (19-20). Arriva il pareggio sul 22-22. Il testa a testa è deciso da una difesa superba di Semeniuk e dall’attacco letale di Plotnytskyi che fa salire l’urlo dei Sirmaniaci. Due a zero e piedi a terra, mercoledì c’è la terza sfida e potrebbe essere l’ultima.
CUCINE LUBE CIVITANOVA – SIR SUSA SCAI PERUGIA = 1-3
(25-21, 22-25, 22-25, 23-25)
CIVITANOVA MARCHE: Bottolo 16, Loeppky 14, Nikolov 14, Gargiulo 8, Podrascanin 6, Boninfante 1, Balaso (L1), D’Heer 4, Kukartsev 1, Duflos-Rossi 1, Orduna. N.E. – Hfaiedh, Tenorio, Bisotto (L2). All. Giampaolo Medei e Francesco Oleni.
PERUGIA: Ben Tara 23, Plotnytskyi 18, Semeniuk 13, Russo 5, Solé 5, Giannelli 3, Colaci (L1), Loser 3, Argilagos, Dzavoronok. N.E. – Crosato, Cvanciger, Ishikawa, Gaggini (L2). All. Angelo Lorenzetti e Massimiliano Giaccardi.
Arbitri: Marco Zavater (MO) e Rossella Piana (MO).
LUBE (b.s. 18, v. 4, muri 13, errori 8).
SIR (b.s. 21, v. 5, muri 9, errori 6).
