Stefano Vagnetti: «Monteluce è stata sfrattata»

Pianeta Volley
By Pianeta Volley Novembre 30, 2020 11:00
Palestra Sant'Erminio (dormitorio)

Palestra Sant’Erminio (dormitorio) 2020

Come un fulmine a ciel sereno arriva la notizia che la palestra di Sant’Erminio sarà di nuovo occupata per il ricovero di soggetti senza fissa dimora. Dunque, quando si stava organizzando la ripresa, seppure in maniera ridotta ed in sicurezza, dell’attività sportiva giovanile, arriva invece la doccia fredda per la Polisportiva Monteluce. La società che svolge attività sportiva prevalentemente nell’impianto comunale non potrà quindi nemmeno sperare di poterla riprendere perché questa struttura sportiva sarà invece paradossalmente utilizzata per altri fini. In quest’ultimo mese si è fatto un gran parlare della ripresa delle attività in vista dell’inizio dei campionati a metà gennaio ma nonostante la buona volontà delle federazioni volta a incentivare l’utilizzo delle palestre da parte delle società sportive, sembra che questo non sia stato minimamente recepito dall’amministrazione comunale. Il presidente Stefano Vagnetti usa parole molto dure: «È molto grave che si sia ancora una volta presa una decisione contro lo sport; quella dell’amministrazione comunale di Perugia di utilizzare un impianto sportivo per altri fini è veramente scandalosa. Senza considerare le problematiche venutesi a creare durante la ‘prima occupazione’ del periodo marzo-maggio scorso, il fatto di lasciare le società senza la possibilità di utilizzare un impianto nel momento in cui si intravede uno spiraglio di speranza per poter seppure timidamente affrontare la ripresa delle attività è, di fatto, la posa di una pietra tombale sull’attività sportiva giovanile. Fiduciosamente eravamo in attesa di un allentamento delle ordinanze regionali che ad oggi avevano vietano l’attività sportiva fino a 18 anni e stavamo già programmando la ripresa, anche in considerazione del fatto che i campionati federali di pallavolo inizieranno a metà gennaio, ed è di oggi la notizia che la nostra attività sarebbe potuta ripartire dopo i chiarimenti forniti dalla Regione Umbria alla Fipav Umbria. Ora, vittime di un sopruso, ci ritroviamo invece per chissà quanto tempo senza la possibilità di entrare in palestra. Tutti pontificano sul valore sociale dello sport applicato soprattutto ai giovani ma poi si prendono decisioni che inevitabilmente portano dalla parte opposta; il fallimento di questo progetto in chiave sociale, che la nostra società porta avanti da 50 anni, è una responsabilità di cui si dovrà fare carico il Comune, archiviandolo insieme a tutti gli altri fallimenti del quartiere Monteluce. In qualità di affiliati, auspico un intervento da parte della Fipav, della Fitet e del Cip rivendicando il diritto di fare sport».

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