
Una stagione dove non sono mancate le soddisfazioni grazie ad un enorme sforzo societario e tecnico. Il settore maschile della Marconi Spoleto ha chiuso l’anno agonistico con il sorriso, sia per i risultati ottenuti sul campo che per la capacità di dare continuità al lavoro iniziato con i giovani del territorio. Un aspetto, quest’ultimo, tutt’altro che scontato visti i salti mortali a cui la pandemia ha costretto le società sportive. Tamponi settimanali, controlli rigidissimi, covid-manager a sovrintendere il tutto. Alcune società hanno dovuto chiudere anzitempo i battenti, il club biancoverde, invece, non ha mai smesso di crederci ed ha portato avanti il lavoro in sicurezza e senza aumentare i costi a carico delle famiglie. Ovvio che alcuni settori, per esempio quello del minivolley, abbiano avuto lo stop anticipato dalla federazione, nonostante le ottime premesse iniziali favorite anche dai corsi gratuiti. Ma laddove le palestre hanno continuato a rimanere aperte, gli atleti si sono fatti valere alla grande. La corsa delle squadre under 15 ed under 19 si è fermata solo alla finale regionale, la under 17 ha lottato finché ha potuto. Il responsabile tecnico Francesco Tardioli commenta così: «Siamo orgogliosi del lavoro svolto e di tutti i nostri ragazzi, non era facile barcamenarsi in questo labirinto, ma ce l’abbiamo fatta grazie alle persone che sovrintendono questo progetto e che credono strenuamente nel valore sociale, aggregativo ed educativo di questo sport. Siamo andati avanti spediti laddove le regole ce lo hanno consentito, in altri casi ci siamo fermati, perché la sicurezza delle persone deve venire prima di tutto». I risultati di spessore e la crescita di tanti giovani talenti spoletini sono il frutto della collaborazione nata ormai qualche stagione fa con Perugia. Una collaborazione che, sfruttando le strutture e l’enorme bacino di utenza del perugino, sta recando enormi soddisfazioni ad entrambe le società. Non a caso tutte le squadre hanno primeggiato nei rispettivi campionati. Su questo aspetto, le idee sono chiare. «Ho letto polemiche sterili su un presunto dualismo tra Spoleto e Perugia, vorrei precisare che le cose non stanno assolutamente così. È proprio dalla programmazione iniziale e dalla stretta sinergia tra le due realtà che nascono questi risultati sportivi così importanti. Perugia è da anni una delle prime società al mondo e può far da traino all’intero movimento. La serie B, che dalla prossima stagione tornerà a giocare a Spoleto, avrà dirigenti spoletini e ben sette giocatori locali. Per loro sarà una grande vetrina, indipendentemente dal codice societario con cui la squadra si iscriverà al campionato. Un progetto sportivo serio inizia quando c’è la disponibilità dei ragazzi a fare spostamenti. I nostri giovani crescono nel vivaio fino ai 17-18 anni, poi per loro arriva il momento delle scelte. Se ci sono i parametri è giusto avviarli verso l’agonismo e di questo si occupa Perugia, che ha le strutture per farlo al meglio. Ma il presupposto fondamentale è che ci sia sempre il ragazzo al centro del progetto». Ecco spiegata la grande stagione della squadra under 19 guidata dai tecnici Piacentini e Di Titta, appena approdata alle finali nazionali di categoria.
(fonte Marconi Spoleto)
