
Quattro su quattro, non conosce soste la corsa in superlega maschile della Sir Safety Conad Perugia che si è sbarazzata con un rotondo tre a zero della nemica Trento. I block-devils sono gli unici, tra le squadre di vertice, ad aver riposato, ma mantengono un solo punto di distanza dalla vetta dove ora c’è la sola Monza, tutte le altre sono state sorpassate, dolomitici inclusi. Il successo ha soddisfatto in pieno il tecnico Nikola Grbic: «È evidente che domenica la battuta ci ha aiutato molto. Abbiamo messo a segno dodici ace, tanti servizi hanno costretto Trento a ricevere staccato ed abbiamo potuto organizzare bene il muro-difesa per crearci situazioni di contrattacco. È stato certamente un fondamentale straordinario, la mia speranza è riuscire a mantenere questo livello di battuta o anche starci vicino perché con questa pressione poi abbiamo la possibilità di lavorare bene nel break-point. L’unico modo per giocarsela con i loro attaccanti era essere aggressivi dall’inizio, i ragazzi lo sono stati ed hanno fatto una gara di alto livello. Poi un pubblico del genere che ti spinge ogni punto è fantastico, il settimo uomo in campo». Ad apparire entusiasta è stato anche il centrale Sebastian Solé: «Per me era la prima volta al palasport con tanta gente, è stato meraviglioso e ci ha dato un grande aiuto. Trento è una squadra molto forte, era il momento di far capire che noi ci siamo e che stiamo lavorando tanto per crescere. Siamo stati più aggressivi, ma anche più concentrati, mettendo tanta pressione in battuta e lavorando bene con il muro e la difesa. Abbiamo bisogno di giocare, di prendere ritmo e di continuare a lavorare perché abbiamo ancora tanto da migliorare». Chi ci teneva in particolare era il regista Simone Giannelli ex di turno: «Sono contento dei tre punti, abbiamo fatto una bella gara. Loro erano senza Michieletto che sappiamo essere un giocatore molto incisivo, ma noi abbiamo fatto bene il nostro. La battuta è un’arma che abbiamo e che possiamo e dobbiamo sfruttare. Ma dobbiamo essere bravi anche nelle altre fasi di gioco, in quei fondamentali tra virgolette più umili come difesa e copertura dove possiamo crescere. Ora torniamo in palestra per migliorare e pensiamo alla prossima gara». si è meritato una grande ovazione al suo esordio dopo l’infortunio al tendine d’Achille il centrale Roberto Russo che ha ammesso: «Confesso che avevo un po’ di brividi. Ho visto che anche i miei compagni erano emozionati, erano sei mesi che non entravo in campo e farlo ieri davanti a tanti nostri tifosi è stato davvero bello».
