Gino Sirci: «Perugia dovrà soffrire»

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Gino Sirci

Predicano tutti il mantenimento della calma e concentrazione dopo la prima partita che ha regalato alla Sir Susa Vim Perugia il primo punto della finale scudetto. Gettarsi tutto subito alle spalle è indispensabile, lo conferma l’allenatore Angelo Lorenzetti: «Partita nervosa. Un po’ me l’aspettavo all’inizio, una volta cominciata speravo ci sciogliessimo. Anche nella serie con Milano avevamo spesso avuto questi momenti che abbiamo pagato. Dobbiamo fare attenzione a leggere bene la situazione. Monza viene da una serie contro Trento incredibile ed era alla seconda trasferta consecutiva, c’è un grosso miglioramento che possono fare per gara-due. Noi dobbiamo individuare il miglioramento che serve per approccio, specialmente dei singoli in termini di scelte. Quando una squadra elimina Civitanova Marche e Trento, ha fatto un’impresa, anche perché, se sei sotto due a zero e ribalti la serie, vuol dire che la pallavolo la sai giocare bene. Dobbiamo andare in trasferta domenica con entusiasmo, umiltà e con l’idea di viverla al massimo e magari un po’ meglio della prima sfida». Il presidente Gino Sirci che tiene i piedi ben saldi per terra: «Il primo set forse ci ha fatto male perché poi nel secondo loro hanno subito il contraccolpo e sul due a zero ci siamo un po’ adeguati al loro ritmo, così hanno rimontato nel terzo e stavano facendo la stessa cosa nel quarto, per fortuna che abbiamo reagito. Una cosa è certa, Monza non ti regala niente, è una squadra molto impegnativa e ci farà soffrire, speriamo il meno possibile ma è una squadra che merita assolutamente di fare una finale. Abbiamo avuto degli ottimi ingressi dalla panchina ma anche loro hanno dei rincalzi interessanti, quando è entrato Szwarc ha fatto i danni. Penso che al di là dei singoli, abbiamo vinto una partita molto faticosa e bisogna stare molto attenti. Un pubblico di 4’800 spettatori per un turno infrasettimanale non è male, speriamo di farne ancora di più il 25 aprile, questa città merita questa soddisfazione».