
Mentre prepara il prossimo appuntamento di serie A3 maschile la Ermgroup San Giustino continua a studiare la precedente prestazione per capire dove si deve intervenire per migliorare. L’analisi da addetto ai lavori che studia numeri e dettagli dell’avversaria, è quella del secondo allenatore Mirko Monaldi, che fornisce una sua lettura: «I ragazzi sono stati bravi nell’approccio con la gara sapendo oltretutto che avevano di fronte un’avversaria importante e con caratteristiche tecniche e fisiche di categoria. Se guardiamo all’economia della gara, analizzandola set per set, Aqui Terme era molto tesa all’inizio perché naviga in una posizione di classifica che non rispecchia il suo valore e inevitabilmente non ha giocato tranquilla, quindi si è trovata in una condizione di sofferenza. Poi però è arrivato il punto limite sul due a zero per noi, con le spalle al muro, in una situazione veramente complicata, i suoi atleti si sono compattati; sono così venute fuori le loro individualità dai nove metri e non solo, che ha portato questa squadra a far vedere ciò che sa fare. Oltre a un servizio più efficace, sono maturate condizioni interessanti di palla alta e anche a muro e in difesa sono cresciuti molto, fermo restando che noi abbiamo rallentato un po’ e quando a pallavolo rallenti e lasci gli altri liberi di giocare, questi ultimi prendono inevitabilmente fiducia e trovano il giusto ritmo. C’è da dire che Acqui Terme era di scena in casa, ma credo che con un po’ di coraggio in più la partita sarebbe potuta finire 3-0 per noi. Sinceramente ci abbiamo anche provato, ma in questo momento non abbiamo piena convinzione. Le ultime tre partite lo hanno dimostrato, arriviamo intorno al 70%, poi qualcosa viene a mancare sia fisicamente che tecnicamente e il campionato è sempre più livellato, per cui dobbiamo accettare questo momento; spetta comunque a noi capire cosa dobbiamo fare di qui alla fine per ottimizzare il rendimento della squadra. Non avendo adesso un’aggressività totale al servizio in determinati frangenti della partita, finiamo con il diventare schiavi delle situazioni e allora è richiesta la perfezione. Per meglio dire, se non hai margini in battuta, in contrattacco o quando hai la palla in mano per poter rischiare qualcosa, devi essere impeccabile nel cambio palla e non sbagliare le free-ball, quindi dobbiamo crescere nei contrattacchi, capire cosa c’è bisogno di fare e migliorare sia dai nove metri che con la palla in mano. In particolare, dobbiamo lavorare sulle nostre peculiarità di forza e insistere su quanto di positivo sappiamo fare, c’è chi va meglio in attacco, chi a muro e chi è più abile in determinate situazioni, ragion per cui ora occorre renderle più solide e allo stesso tempo bisogna andare a limare quegli aspetti nei quali non siamo perfetti per limitare i danni».
