Angelo Lorenzetti: «Grazie Perugia»

Lorenzetti Angelo (esulta)
Angelo Lorenzetti (foto Oreste Testa)

Si attende di conoscere il nome della avversaria che verrà sfidata nella finale dei play-off scudetto. La Sir Susa Scai Perugia, intanto, prepara la prima sfida in programma giovedì 30 aprile tra le mura amiche, primo atto della serie al meglio delle cinque partite. Si prospetta un epilogo di campionato scintillante e ad altissima intensità nel finale di stagione, il tecnico Angelo Lorenzetti ringrazia la squadra: «Tre anni fa con questi ragazzi, e molti di loro sono ancora qui, ci siamo detti di andare a caccia di finali. Una cosa che sembra semplice, ma non lo è, e lo si comprende solo quando questo non accade. Domenica ne hanno conquistata un’altra, prima ancora di giocarla, sento di avere un debito. Sono trascorsi sette mesi dall’inizio dell’attività e ci troviamo alla vigilia di una finale scudetto e di una final four di champions league. Si dice grazie alla fine, io invece lo faccio adesso. Non voglio che il mio grazie si perda nei fiumi della nuova vita che comincia dopo l’ultima palla. Grazie ragazzi, perché senza giocatori nessun allenatore può vivere l’emozione di una finale. Grazie per lo stile che avete avuto in campo, sempre rispettoso verso gli avversari e l’ambiente. Grazie per avermi cambiato, spero di essere diventato un allenatore più adatto a voi». E a proposito dell’ambiente, inteso come città di Perugia, ma anche come pubblico della città e pubblico della squadra, Lorenzetti conclude. «Grazie anche a te Perugia. Sei un posto che fa star bene le persone che vengono da te. Questo affetto semplice, diretto, presente, lo abbiamo sentito, sempre. E sono certo che lo sentiremo fino alla fine». Si attendono notizie ufficiali riguardanti le condizioni del libero Massimo Colaci, i bene informati riferiscono che il giocatore di origine pugliese abbia subito uno sfilacciamento del tendine della mano sinistra che renderà necessario un intervento chirurgico. Lo staff sanitario e tecnico starebbe valutando se l’atleta trentanovenne possa giocare sino al termine della stagione con delle infiltrazioni per sopportare il dolore.