
Sono quarantacinque le partite disputate sino a questo momento dalla formazione targata Sir Susa Scai Perugia, cinque nel mondiale per club, due in supercoppa italiana, due in coppa Italia, otto in champions league, ventidue nella stagione regolare, sei nei play-off. Un ruolino di marcia niente male in sette mesi di competizioni, in pratica una partita ogni quattro giorni e mezzo di media. Un cammino senza dubbio faticoso e nel quale i block-devils non sono stati immuni da problemi di salute, con diverse assenze importanti durante il periodo che sono state compensate per mezzo di una panchina valida e lunga. Ora i bianconeri si accingono ad affrontare l’ottava finale scudetto della loro storia contro Civitanova Marche, consapevoli di aver incamerato due dei tre trofei disputati e di essere in corsa per altri due (campionato e champions league). Sul fronte nazionale i perugini hanno avuto un’andatura mostruosa, vincendo venti gare sulle ventidue disputate nella stagione regolare e realizzando un sei su sei negli spareggi per lo scudetto. Tutto ciò, comunque, non basta per avere la garanzia di poter fare ancora colpo nelle restanti sfide. Lo schiacciatore polacco Kamil Semeniuk descrive le sue sensazioni: «In questo momento sto provando un mix di entusiasmo e pressione, ci troviamo dove tutti volevamo arrivare, quindi la finale è già un grande risultato, ma c’è ancora un passo che vogliamo fare e credo siamo pronti per farlo». Tra i giocatori del club umbro c’è chi ha vissuto tutte le finali scudetto disputate dal club, alla nona stagione consecutiva il libero Massimo Colaci sottolinea il valore di tutto il lavoro fatto durante l’intera stagione: «La cosa importante secondo me è godersela, provare a dare il massimo, soprattutto in quelle cose che dipendono da noi, come l’atteggiamento, il portare in campo tutte le cose che abbiamo preparato e allenato durante la stagione. A mio parere queste sono le cose più importanti, non è tanto la paura della sconfitta, ma è appunto il voler dare tutto, dal primo fino all’ultimo punto».
