
Ogni partita di pallavolo ha una storia a sé stante, lungi dal pensare che il risultato di gara-uno della finale scudetto possa aver indicato la strada alla Sir Susa Scai Perugia. Certo, il tre a zero è stato netto e convincente, ma la storia insegna a non pensare di poter vendere la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato. Storia anche recente, tra l’altro, basti ricordare a ciò che accadde un anno fa proprio contro Civitanova Marche. Nella semifinale scudetto i block-devils erano in vantaggio due partite a zero ma vennero rimontati ed eliminati. Il dato che emerge dalla prima sfida della serie di finale maschile è quello di una formazione umbra che ha compensato bene la mancanza di ritmo sfruttando le energie fisiche e mentali. Il resto lo hanno fatto i cinquemila del palasport che non hanno mai smesso di incitare i propri beniamini. A fine gara il commento di capitan Simone Giannelli, eletto migliore in campo: «Partire avanti nella serie con un tre a zero in casa è sicuramente una buona partenza. Siamo contenti per la partita che abbiamo fatto, per la pallavolo che abbiamo espresso e per la concretezza che abbiamo messo in campo». Parole di soddisfazione, ma senza lasciarsi trascinare dall’entusiasmo. Il primo successo va archiviato immediatamente e trasformato in uno strumento utile per crescere ulteriormente. «Questa partita adesso si cancella. La useremo per capire cosa possiamo fare meglio, perché ci sono ancora aspetti da sistemare. Alcune cose le ho già bene in mente». Il regista perugino sa bene che la serie è appena cominciata e che domenica, in trasferta, la sfida sarà completamente diversa. «Possiamo immaginare cosa ci aspetta. Civitanova Marche è una grande squadra, stavolta ha sbagliato qualche battuta in più, ma di pochissimo. Erano servizi molto forti usciti per questione di centimetri, se fossero entrati, magari l’inerzia della partita sarebbe cambiata». Il fuoriclasse altoatesino riconosce il valore e la mentalità degli avversari, indicando proprio nella capacità di reagire una delle qualità da prendere come riferimento. «I marchigiani negli anni hanno dimostrato di saper lottare e di non farsi condizionare dall’andamento della serie. Dobbiamo imparare da loro, è una mentalità che vogliamo avere anche noi». Ora testa a gara-due. «La finale è iniziata davvero. Nessuno può sapere cosa accadrà domenica, non sappiamo chi entrerà meglio in campo. Dobbiamo andare in trasferta consapevoli delle nostre qualità, pronti ad adattarci e a combattere punto su punto».
