
È terminato ieri il raduno della nazionale azzurra di pallavolo maschile dal quale sono usciti i dodici convocati scelti dal c.t. Blengini per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi di Tokio. Andranno in Giappone due dei block-devils, il regista Simone Giannelli ed il libero Massimo Colaci, niente da fare invece per il centrale Fabio Ricci, escluso dalla rosa definitiva all’ultima selezione. Tra pochi giorni la squadra olimpica effettuerà due amichevoli con l’Argentina, sabato 10 e domenica 11 luglio, e poi volerà verso il paese del sol levante dove ci saranno altri tre bianconeri con le rispettive selezioni nazionali, Solè, Anderson e Leòn. Alla vigilia della sua seconda Olimpiade le parole di Massimo Colaci: «La soddisfazione per la convocazione, è banale dirlo, è tantissima. Avevo voglia di rivivere le emozioni di Rio che, indipendentemente dalla medaglia, è stata una grande esperienza. Poi la soddisfazione è ancora maggiore perché sono passati cinque anni da allora, ora ne ho 36, la concorrenza è tanta in Italia e non è facile far parte della spedizione olimpica. Per me era un obiettivo, ma anche una sfida. Lo è stata negli ultimi anni e lo è ancora oggi, voglio dimostrare che in campo ci sto bene. Una sfida con me stesso ed anche con gli altri, con chi dice che a 36 anni un giocatore è finito. Mi piaceva dare una risposta. La prima difficoltà sono gli avversari, che sono di alto livello come è normale ad un’Olimpiade. Poi si gioca ogni due giorni, alle volte anche ad orari complicati ed ai quali non si è abituati. È importante riuscire a recuperare ed avere una condizione fisica ottimale. Chiaramente c’è pressione, ma un atleta che fa le Olimpiadi sceglie anche di averla e non deve essere un problema. Certo, tutti sono lì pronti a giudicarti se sbagli una palla, ma fa parte del gioco e del nostro mondo. Io ho sempre detto che una squadra come l’Italia deve puntare al massimo. In questi anni ci è mancato vincere un oro, alle volte ci siamo andati vicini, ma andarci vicini non basta. I pronostici della vigilia mi interessano poco. Le Olimpiadi, ancor più rispetto alle altre grandi manifestazioni, sono un torneo particolare dove ogni singola partita va preparata, affrontata e giocata con il piglio giusto, dove i più piccoli dettagli fanno la differenza. Di sicuro noi vogliamo tornare sul podio perché una medaglia olimpica è il top per qualsiasi atleta».
