
Non c’è due senza tre, ma la quarta vien da sé. La modifica del noto proverbio della cultura popolare è quantomai appropriata. Arriva finalmente la vittoria tanto agognata, dopo tre giornate amare, che si spera possa segnare l’inversione di tendenza in serie A1 femminile per la Bartoccini Fortinfissi Perugia. Un successo non semplice da ottenere, strappato con le unghie e con i denti, dove certamente è stato importante il supporto della panchina. Altrettanto determinante è stato il definitivo recupero dall’infortunio della schiacciatrice Anastasia Guerra che ha esordito tra le titolari e si è guadagnata immediatamente il riconoscimento di migliore in campo: «Sono veramente super contenta di questa gara, siamo riuscite a mettere in campo quello che avevamo preparato durante la settimana ed il risultato si è visto. Spero che questo successo ci dia uno slancio in più anche per il morale visto che i risultati delle partite non hanno reso giustizia al vero valore della squadra. Dobbiamo ancora lavorare sul saper gestire i cali di tensione che purtroppo ogni tanto ci capitano, ma sono sicura che col tempo riusciremo a gestire al meglio anche quelle situazioni». Si è trattato di una gara vera, contro una rivale giovane e sospinta dall’entusiasmo della matricola, un duello ricco di emozione che poteva rischiare di frenare le ex in campo (Diop, Guiducci, Nwakalor). Emotività sentita anche dal tecnico Luca Cristofani che davanti ai tifosi e alla sua ex squadra ha ricevuto il pallone d’oro intitolato a Luigi Razzoli quale miglior allenatore della serie A2 della scorsa stagione. In una giornata da incorniciare per le magliette nere, vale la pena di ricordare anche il minuto di silenzio dedicato alla memoria di Mahjabin Hakimi, la giovane pallavolista afgana barbaramente uccisa poiché colpevole d’aver giocato senza indossare lo hijab, un reato per i talebani voler giocare col volto scoperto. Una vergogna senza fine.
