Marco Bartolini: «San Giustino non è appagata»

Bartolini Marco (richiesta)
Marco Bartolini

Il 25 aprile è un giorno di festa e la speranza è che tanti sportivi lo sfruttino per sostenere la formazione della Ermgroup San Giustino che giocherà fra le mura amiche. L’obiettivo è quello di spezzare un incantesimo che pare non avere fine contro Belluno nella gara di andata della semifinale dei play-off promozione del campionato di serie A3 maschile. Alla vigilia parla l’allenatore altotiberino Marco Bartolini: «Penso che Belluno conosca noi come noi conosciamo loro e quindi non esistono strategie a sorpresa. Gare del genere si affrontano non solo con la tecnica ma anche con tanto carattere, bisogna sfruttare il fattore campo e tenere un atteggiamento un po’ spregiudicato. Rispetto alle partite precedenti, possiamo cambiare qualcosa, questo sì, e quindi cercheremo di farci trovare pronti per contrastare il loro gioco. Sappiamo bene che Belluno è organizzata a dovere per il salto di categoria e non lo dico per mettere pressione ai nostri avversari, è semplicemente la verità e non temo smentite. Si presenteranno determinati, con atleti che hanno giocato e vinto partite dei play-off. Noi dobbiamo far tesoro della lezione dello scorso anno, in questo momento si azzera tutto e, se vogliamo dare una sterzata alla serie, dobbiamo uscire dal nostro impianto senza il rammarico di non averci provato, ritengo che saranno molto importanti l’approccio con la partita, la serenità e anche l’efficacia della nostra battuta. Più si sale di livello e più ce ne rendiamo conto, lo insegnano anche le categorie superiori che spesso le squadre vincono i set spaccandoli al servizio e realizzando break che poi risultano decisivi. Serve quindi una carica agonistica forte assieme alla tecnica in vista di sabato. Belluno è fortissima in contrattacco, trattandosi di una fra le formazioni più organizzate nella correlazione muro-difesa. I loro giocatori sono dotati di tecnica e fisicità, quindi bisogna evitare di diventare prigionieri del loro muro, non sempre è necessaria la soluzione di potenza, dovremo giocare la nostra pallavolo quando la palla ce lo consente, altrimenti attendere e ricostruire con il nostro muro e la nostra difesa. Avere la mente sgombera va bene, ma vorrei ricordare che siamo arrivati a questo punto per nostri meriti e non ci sentiamo appagati. Dovremo continuare a insistere e a onorare il nostro campionato mettendo in mostra la migliore pallavolo. Se poi tutto ciò non dovesse bastare, vorrà dire che stringeremo la mano a Belluno e ce ne andremo in vacanza. Ogni partita è di fatto una finale, ho detto ai ragazzi di non pensare alla gara di ritorno, ma a quella che ci attende ora e di considerarla come se fosse l’ultima. Divertirsi è giusto, purché non ci si limiti alla soddisfazione per il traguardo raggiunto, l’appetito vien mangiando e allora dobbiamo sederci a tavola e mangiare il più possibile».